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venerdì 7 Ottobre 2022

Ocse, nuova tassazione internazionale dal 2024

Milano – L’attuazione dell’accordo internazionale di riforma fiscale, per garantire che le imprese multinazionali paghino una giusta quota di tasse ovunque operino, sta procedendo e dovrebbe entrare in vigore nel 2024. Lo ha detto l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in un aggiornamento del progetto per i ministri delle Finanze del G20 che si incontreranno in Indonesia alla fine di questa settimana. Lo storico accordo per riformare gli accordi fiscali internazionali è stato raggiunto da oltre 135 paesi e giurisdizioni nell’ottobre 2021. Il primo pilastro della riforma a due binari punta a riassegnare il 25% degli utili delle più grandi multinazionali del mondo per la tassazione nei Paesi in cui si trovano i clienti, indipendentemente dalla sede fisica delle società. Il secondo pilastro punta a fissare un’aliquota fiscale minima globale del 15%.

“Abbiamo compiuto buoni progressi verso l’attuazione di una nuova tassazione proprio nell’ambito del primo pilastro del nostro accordo fiscale internazionale – ha affermato il segretario generale dell’OCSE Mathias Cormann – Si tratta di negoziati complessi e molto tecnici in relazione ad alcuni nuovi concetti che riformano fondamentalmente gli accordi fiscali internazionali, per renderli più equi e funzionare meglio in un’economia mondiale sempre più digitalizzata e globalizzata. Continueremo a lavorare il più rapidamente possibile per portare a termine questo lavoro, ma ci prenderemo anche tutto il tempo necessario per ottenere le regole corrette – ha aggiunto – Queste regole daranno forma ai nostri accordi fiscali internazionali per i decenni a venire. È importante farli funzionare bene”. Il lavoro tecnico nell’ambito del secondo pilastro è in gran parte completato, con un quadro di attuazione che sarà pubblicato entro la fine dell’anno per facilitare l’attuazione e il coordinamento tra le amministrazioni fiscali e i contribuenti.

Tutti i paesi del G7, l’Unione Europea, un certo numero di paesi del G20 e molte altre economie hanno ora programmato piani per introdurre le regole globali di tassazione minima. Tra l’altro, ieri l’Organizzazione ha pubblicato gli indicatori anticipatori della congiuntura compresi nel leading indicator, che mostrano la perdita di slancio della crescita a causa dell’alta inflazione. Insomma, si deteriora leggermente lo stato di salute delle economie. Per il mese di maggio, il superindice che anticipa di 6-9 mesi le tendenze economiche future, si è attestato a quota 99,5 rispetto ai 99,7 punti del mese precedente. Cala anche l’indicatore dell’Eurozona a 99,3 punti da 99,5 precedente. Tra i paesi membri, in Francia l’indice scende a 98,5 da 98,7 punti, mentre in Germania si attesta a 99,5 da 99,8. In Italia, il leading indicator scende a 99 da 99,3 punti.

L’indicatore economico anticipatore del Giappone è fermo a 100,6 punti, quello degli Stati Uniti lima a 99,4 a 99,5 e quello della Gran Bretagna scende a 98,6 punti da 98,9. “Tra le grandi economie dell’Ocse – spiega l’organizzazione – il superindice per gli Stati Uniti ora segnala una perdita di slancio della crescita, un cambiamento rispetto all’indicazione di crescita stabile del mese scorso. Nel Regno Unito, in Canada e nell’area dell’euro nel suo insieme, comprese Germania, Francia e Italia, il superindice continua ad anticipare una perdita di slancio della crescita, trascinata al ribasso dall’inflazione elevata, dalla bassa fiducia dei consumatori e dal calo dei corsi azionari. In Giappone, il superindice continua a puntare su una crescita stabile”.

“Tra le principali economie dei mercati emergenti – prosegue l’Ocse – la crescita dovrebbe perdere slancio in Cina (settore industriale) e rallentare in Brasile. In India, il superindice punta a una crescita stabile”. “Le continue incertezze legate alla guerra in Ucraina e al Covid-19 – conclude l’Ocse – si traducono in fluttuazioni più elevate del solito nelle componenti del superindice. Di conseguenza, gli indicatori dovrebbero essere interpretati con attenzione e la loro entità dovrebbe essere considerata un’indicazione della forza del segnale piuttosto che una misura della crescita dell’attività economica”.

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