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sabato 28 Maggio 2022

Mutui: salgono i tassi, precipitano le richieste

Milano – Bankitalia ha comunicato ieri che nel mese di marzo i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono collocati al 2,01 per cento contro l’1,85 di febbraio. E così, anche ad aprile, è continuata la contrazione delle richieste (-24,3% rispetto al corrispondente mese del 2021) fondamentalmente a causa del costante ridimensionamento delle surroghe. Tiene invece l’importo medio richiesto (+5,8% rispetto alla corrispondente rilevazione), che si è attestato a 146.467 euro. È questo il quadro che emerge dall’analisi delle richieste di mutuo registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF dal quale si rileva che la maggioranza delle richieste è ascrivibile alla vivacità dei giovani al di sotto dei 35 anni d’età, che arrivano a spiegare il 34,9% del totale della domanda.

Nel complesso, i giovani preferiscono immobili nuovi, di dimensioni più contenute, principalmente appartamenti in condominio, ubicati in zone più periferiche, con una maggiore sensibilità verso classi energetiche elevate. Questo si traduce nell’acquisto da parte dei giovani di immobili a prezzi complessivamente più bassi (anche se con prezzi/mq analoghi fra i due segmenti di clientela), che portano a chiedere mutui con un Loan To Value (rapporto percentuale fra somma richiesta e valore dell’immobile) più elevato e durate più lunghe rispetto ai mutuatari senior.

“L’andamento delle richieste di mutui conferma la bontà delle misure previste dalla Legge di Bilancio 2022 per quanto riguarda le agevolazioni ‘mutuo prima casa’ previste per i giovani. La manovra sta rappresentando un importante volano per la crescita dei mutui giovani, tuttavia i recenti e repentini rialzi dei tassi di interesse potrebbero frenare il mercato. È vero, però, che questo segmento di clientela ha delle potenzialità già in parte emerse e sicuramente ancora non del tutto espresse di cui tenere conto nei piani di sviluppo dei player finanziari” commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

Grazie al proprio ecosistema di dati, CRIF ha realizzato un’analisi sull’impatto degli incentivi sui Mutui Giovani approfondendo il trend e il profiling delle richieste di finanziamento e delle valutazioni immobiliari nel corso del 2021. L’analisi permette di evidenziare alcune peculiarità e differenze sulle preferenze abitative e di credito dei giovani fino a 35 anni di età rispetto alla clientela più senior. Dallo studio emerge un andamento della domanda di mutui pressoché sovrapponibile nel corso del 2021 fra i due segmenti di mercato considerati, per poi evidenziare un incremento più marcato nella crescita del numero di richieste di mutui da parte dei giovani a partire dallo scorso mese di settembre, ovvero poco dopo l’introduzione dell’agevolazione sui mutui.

L’82% dei mutui giovani richiesti nel 2021 ricade nella fascia di importo tra i 50 e i 200 mila euro (77% per i senior), mentre solo il 13% si colloca nelle fasce superiori (16% per i senior). Inoltre, i giovani preferiscono mutui a lungo termine, in particolare con durata uguale o superiore ai 30 anni per il 46,8% del totale, mentre i senior scelgono durate comprese tra i 20 e i 30 anni con una distribuzione più omogenea per durata. Per quanto riguarda la distribuzione per area geografica si rileva una maggiore concentrazione delle richieste di mutui da parte di giovani residenti al Nord, con il 59% del totale, di cui il 36% nelle regioni del Nord-Ovest. L’incidenza è inferiore per i senior, con una quota del 52% al Nord, di cui il 31% nel Nord-Ovest. Da segnalare anche che gli under 35 prediligono case nuove, periferiche e in classe A.

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