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domenica 7 Agosto 2022

Mutui, effetto BCE: tassi vicini al 3%

Milano – Nonostante la pandemia il mercato dei mutui e dei prestiti a famiglie ed imprese ha continuato a crescere, ma si rischia ora un rincaro per effetto del “ritocco” al rialzo dei tassi operato dalla BCE. E’ quanto mette in evidenza una analisi della FABI, sindacato rappresentativo die bancari, dopo la riunione di politica monetaria della BCE che ha deciso un rialzo dei tassi di 50 punti base. Negli ultimi due anni e mezzo le banche, nonostante le difficoltà legate al Covid, hanno erogato 34 miliardi di euro di nuovi prestiti ipotecari, con una crescita del 9%, portando il totale dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni dai 383 miliardi di fine 2019 ai 417 miliardi di maggio 2022 Parallelamente sono aumentate anche le erogazioni di credito al consumo di 1,9 miliardi (+1,8%) e gli altri prestiti alle famiglie di 6,1 miliardi (+4,5%), per una liquidità aggiuntiva di 42 miliardi complessivi, che porta il totale degli impieghi a 672 miliardi (+6,67%).

Nello stesso periodo, i prestiti verso le imprese sono cresciuti di 38 miliardi pari a +6,1%, per un totale degli impieghi delle banche cjhe ha raggiunti 1.342 miliardi, in aumento di oltre 81 miliardi (+6,2%). Questo scenario è destinato però a subire una inversione di rotta a causa dell’aumento dei tassi operato dalla BCE, che andrà ad aggiungersi alle garanzie statali in scadenza, rate più gravose e nuovi finanziamenti meno vantaggiosi. L’aumento del costo del denaro farà salire i tassi di interesse praticati dalle banche, rincarando le rate dei mutui. In realtà i primi incrementi dei mutui si sono già registrati nelle ultime settimane, poiché il mercato anticipa sempre le scelte di politica monetaria. dai minimi dell’1,59% raggiunti nel 2021, a maggio scorso gli interessi medi erano arrivati all’1,61%, ma negli ultimi giorni si sono registrati anche picchi attorno al 3%.

Il rialzo dei tassi, più ampio di quanto previsto rappresenta ora una minaccia per famiglie e imprese, non solo per chi ha scelto un mutuo a tasso variabile, ma anche per le nuove accensioni di mutui a tasso fisso. Ciò avrà una ricaduta sul mercato immobiliare che corre il rischio di ingessarsi per effetto delle rate più care e delle difficoltà delle famiglie, amplificate dall’inflazione galoppante. Lando Maria Sileoni, segretario generale della FABI, ricorda poi che le banche potrebbero trovare sempre più difficile concedere denaro per l’acquisto di abitazioni, anche per effetto delle regole più rigide sui crediti bancari che – denuncia il sindacalista – “rappresentano un pesante limite allo sviluppo e alla crescita del nostro Paese”.

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