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sabato 31 Luglio 2021

Mutui e tassi di interesse: indici ancora ai minimi

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Landoni (Kìron Partners, Tecnocasa): “Gli indici di riferimento registreranno ulteriori lievi aumenti, ma resteranno ancora a valori storicamente molto bassi”

I tassi dei mutui hanno fatto rilevare dei lievi aumenti nel corso degli ultimi mesi, un po’ per via dell’incremento degli indici di riferimento a cui sono indicizzati un po’ per l’adeguamento al rialzo degli spread da parte degli istituti di credito. 

Secondo l’analisi di Kìron Partners, del gruppo Tecnocasa, Tttto ciò ha avuto effetti principalmente sul costo della rata dei prodotti a tasso fisso, che negli scorsi mesi sono stati erogati a valori molto bassi. 

Ad oggi resta tuttavia ancora conveniente sottoscrivere un mutuo per acquistare l’abitazione in quanto i tassi sono attesi alle attuali quotazioni per tutto il 2021.

“Nell’attuale congiuntura socio-economica, tenuto conto dell’emergenza sanitaria che sta ancora impattando in maniera importante sul Pil europeo”, afferma Renato Landoni, presidente di Kìron Partner, “la Bce ha più volte dichiarato che porrà in essere ogni azione possibile per mantenere i tassi agli attuali livelli”. 

“Di contro giungono da oltreoceano le prime avvisaglie di un aumento dell’inflazione che, come noto, fa da contraltare ad un successivo aumento dei tassi di interesse. Gli indici di riferimento dovrebbero far registrare ulteriori lievi aumenti, restando comunque ancora a valori storicamente molto bassi e permettendo così di ottenere tassi convenienti sui finanziamenti”, conclude Landoni.

Euribor (indicizzazione mutui a tasso variabile)

Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% (dicembre 2012), per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 ed il 2014. 

Ha virato sottozero nel mese di maggio 2015 e dopo una progressiva discesa ha raggiunto il -0,54% ad aprile 2021, molto vicino al minimo storico.

Eurirs (indicizzazione mutui a tasso fisso)

Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a giugno 2012 a quota 2,13% per poi tornare a crescere fino a 2,75% a settembre 2013.

 Da allora ha iniziato una fase discendente di lungo periodo che si è accentuata a Luglio 2019. Ha toccato il minimo storico ad ottobre 2020 segnando 0,02%. Dal mese di gennaio 2021, che ha fatto registrare lo 0,08%, è iniziata un’importante crescita che ha fatto raggiungere nel mese di Aprile lo 0,51%.

Un esempio pratico 

Stando alle dinamiche dei tassi di aprile 2021, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 euro e che lo spread medio di mercato si attesti all’1,1% sia per il tasso fisso sia per il tasso variabile. 

Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 446 euro, circa 53 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 393 euro.

Questo chiaramente se i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per la situazione di maggior risparmio, ovvero quella del mutuo variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita.

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