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lunedì 30 Gennaio 2023

Musk, dopo Twitter su Marte con SpaceX

Milano – I giornalisti in genere non sono ammessi nella cabina con cui SpaceX fa i suoi viaggi di andata e ritorno sulla terra dopo esser andata nello spazio, scrive il New York Times, eppure un cronista è riuscito la settimana scorsa a buttarvi un occhio e aggirarsi intorno alla rampa di lancio, visto che la società che promuove le missioni ha lanciato razzi con crescente frequenza. Nel 2022, SpaceX ha lanciato i suoi Falcon9 ben 61 volte e talvolta più volte nello stesso giorno, tentando un record: tre missili in 31 ore. “Dodici minuti dopo il decollo, la navicella spaziale Crew Dragon Endurance e i suoi quattro astronauti si sono staccati dal secondo stadio del razzo, partendo a più di 27.000 chilometri all’ora per raggiungere la stazione spaziale”, racconta il Times. E nelle 31 ore successive gli astronauti hanno attraccato mentre altri due razzi dovevano portare in orbita uno stuolo di satelliti.

L’obiettivo si sa, qual è: Elon Musk aspira a far sbarcare degli esseri umani su Marte. E oggi i razzi Falcon9 e le capsule Dragon sono i cavalli di battaglia della Nasa, del Dipartimento della Difesa e del volo spaziale privato, recita il quotidiano, che sottolinea come “prima che l’umanità possa colonizzare Marte, il volo spaziale deve diventare normale come il viaggio aereo”. E per raggiungere questo obiettivo, alla società verrà richiesto di lanciare “più volte al giorno, tutti i giorni, sempre”, ha affermato Benjamin Reed, direttore senior dei programmi di volo SpaceX. “Quello che le persone devono capire è che ci vuole molto per arrivarci, e non siamo ancora vicini”.

Del resto, la società missilistica e i suoi 10.000 dipendenti sono assurti a nuovi ambiti traguardi di settimana in settimana nel 2022, presentando quello che sembrava essere un universo parallelo governato dalla precisione mentre il caos agitava le altre imprese di Elon Musk, Twitter e Tesla. Secondo il Times, infatti, non manca chi teme che fare affidamento su imprenditori come Musk possa introdurre una certa instabilità nel volo spaziale americano rischiando “di trascinare la Nasa nel caos”, anche se per l’agenzia spaziale Usa “al momento ci sono poche alternative a SpaceX”. E, paradossalmente, “è l’unico gioco che c’è”.

Scrive però il Times che “nonostante tutti i risultati di SpaceX, la contabilità della società privata è oscura e poco trasparente”, secondo Pierre Lionnet, direttore della ricerca e amministratore delegato di Eurospace, organizzazione no profit dedicata allo studio dell’industria spaziale. Detta meglio: “Nessuno sa davvero nulla dei dati finanziari di SpaceX”, ha affermato Lionnet. “Non è disponibile alcun bilancio o relazione finanziaria. Abbiamo un’azienda molto grande di 10.000 persone – un appaltatore principale della Nasa e del Dipartimento della Difesa – e non ci sono assolutamente informazioni disponibili sulla sua salute finanziaria”. Eppure, nel 2020 la banca d’investimento Morgan Stanley ha valutato il valore di SpaceX a 100 miliardi di dollari e il suo razzo Starship da solo come un business da 11 miliardi di dollari mentre “entro il 2030, la banca prevede che Starship lancerà in orbita 10.000 tonnellate di carichi utili all’anno”.

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