29.4 C
Milano
sabato 2 Luglio 2022

Mps, 3 nuove direzioni commerciali e accordo per aumento capitale

Milano – Per supportare l’implementazione del nuovo Piano Industriale 2022–2026, MPS ha creato tre nuove direzioni commerciali: Retail, Imprese e Private, Large Corporate & Investment Banking. In sostanza, la Direzione Chief Commercial Officer sarà suddivisa in tre direzioni con l’obiettivo di puntare a una maggiore specializzazione e all’offerta di un servizio “tailor-made” per la clientela. Inoltre, Rocca Salimbeni pensa che la nuova configurazione permetterà di operare con processi decisionali più veloci ed efficaci. Ognuna delle tre direzioni sarà guidata da manager interni al gruppo, a diretto riporto dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

La Direzione CCO Retail farà capo a Pasquale Marchese, dal 2020 alla guida dell’area commerciale MPS, dopo aver ricoperto ruoli apicali in Poste Italiane e Mediocredito Centrale. Avrà un focus specifico su credito al consumo, risparmio gestito, banca-assicurazione e attività di banca digitale. La Direzione CCO Imprese e Private sarà affidata a Maurizio Bai, carriera tutta interna a MPS dove ha ricoperto ruoli a crescente responsabilità nel business commerciale. Si occuperà di prodotti e mercati Imprese e Private Banking.

La Direzione CCO Large Corporate & Investment Banking sarà diretta da Emanuele Scarnati, manager di lunga esperienza nel corporate finance e large corporate nonché Direttore Generale di MPS Capital Services Banca per le Imprese. Il focus sarà sulle grandi aziende e con una struttura dedicata ai servizi di investment banking. Infine, per rafforzare il controllo e la gestione dei costi con la centralizzazione dei processi autorizzativi, sarà costituita una struttura di “Cost Governance” sotto la responsabilità del Chief Financial Officer, Andrea Maffezzoni, che riporta direttamente all’amministratore delegato.

La trasformazione del modello di business comporterà un piano di uscite volontarie mediante il Fondo di Solidarietà che interesserà circa 4.000 risorse, con un risparmio dei costi pari a 270 milioni di euro su base annua a partire dal 2023, a fronte di costi di ristrutturazione pari a circa 0,8 miliardi di euro. Prevista la riduzione di 150 filiali (di cui 100 entro il 2024), che porterà il numero totale a circa 1.218. Dopo il completamento dell’aumento di capitale, è atteso un CET1 Fully loaded del 14,2% al 2024 e del 15,4% al 2026, con significativi buffer rispetto ai requisiti regolamentari, nonostante i regulatory headwinds attesi e in ipotesi di distribuzione di dividendi dal 2025 (pay-out ratio del 30% sui risultati 2025-2026).

Per quanto concerne il funding, è previsto il raggiungimento di una più stabile struttura, con rifocalizzazione verso depositi da clientela e raccolta istituzionale (previsti 12 miliardi di euro di nuove emissioni in arco Piano, anche a fronte delle scadenze delle emissioni in essere) e riduzione del ricorso a funding da banche centrali. Attesa in arco Piano una riduzione dello stock di crediti deteriorati di 1,3 miliardi di euro (dagli attuali 4,1 miliardi a 2,8 miliardi nel 2026), di cui 0,8 miliardi di cessioni attualmente in corso e il cui completamento è previsto nel secondo semestre 2022. Di conseguenza il Net NPE ratio è atteso ridursi dal 2,6% del 2021 all’1,9% nel 2024 all’1,4% nel 2026, con un livello di coverage rafforzato (53% nel 2024 e 59% nel 2026).

Dall’implementazione delle iniziative di Piano, è atteso un contributo incrementale al Risultato Operativo Lordo di 370 milioni di euro al 2024 e di Euro 527 milioni al 2026. Tale risultato atteso si articola in tre componenti: aumento dei ricavi commerciali (margine di interesse al netto del contributo TLTRO e commissioni) pari a circa 424 milioni al 2024 e circa 612 milioni al 2026; riduzione del contributo del TLTRO, dei ricavi da trading e di altri ricavi della gestione finanziaria pari a 303 milioni al 2024 e 306 milioni al 2026; riduzione dei costi operativi attraverso pari a 248 milioni al 2024 e 221 milioni al 2026.

Il cost/income ratio è atteso passare dal 71% del 2021 al 60% nel 2024 e al 57% nel 2026. Il Piano prevede inoltre un costo del rischio inferiore a 50pb al 2024 e al 2026, grazie alla riduzione del default rate, al rafforzamento dei sistemi early warning e monitoraggio del credito e alla gestione proattiva del portafoglio crediti deteriorati anche attraverso operazioni di cessione. Atteso un utile ante imposte pari a 705 milioni di euro nel 2024 e 909 milioni di euro nel 2026 ed un utile netto di 1.003 milioni di euro al 2024 (che beneficia del reassessment di DTA) e di 833 milioni di euro al 2026, con ritorno alla distribuzione dei dividendi a partire dal risultato 2025 (pay-out del 30% in 2025-2026).

Contestualmente all’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena del nuovo Piano Industriale 2022–2026 “A Clear and Simple Commercial Bank”, sono stati resi noti i passi avanti sul fronte dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, funzionale all’attuazione del piano stesso. È stata sottolineata la disponibilità del MEF, titolare di una partecipazione pari al 64,23% del capitale, a “supportare le iniziative sul capitale che la Banca assumerà per il rafforzamento patrimoniale nel quadro del Piano Strategico 2022-2026 (…), per la quota di propria competenza a condizioni di mercato e nel quadro delle prescrizioni che dovessero essere stabilite dalle Autorità di vigilanza e di controllo”.

Inoltre, il CdA ha deliberato la sottoscrizione di un accordo di pre-underwriting dell’aumento di capitale, a termini e condizioni in linea con la prassi di mercato per operazioni similari, per la sottoscrizione di un accordo di garanzia, relativo alle azioni ordinarie di nuova emissione, eventualmente rimaste inoptate al termine dell’offerta. I termini e le condizioni dell’operazione (incluso il prezzo) saranno determinati in prossimità dell’avvio dell’offerta tenendo conto delle condizioni di mercato e del feedback degli investitori istituzionali. BofA Secutiries Europe S.A., Citigroup Global Market Limited, Credit Suisse Bank (Europe) S.A. e Mediobanca Banca di Credito Finanziario S.p.A. agiranno in qualità di Joint Global Coordinators.

La sottoscrizione dell’accordo di pre-underwriting precede la convocazione dell’assemblea di MPS, che verrà chiamata a deliberare, tra l’altro, in merito alla prospettata operazione di aumento di capitale e che, allo stato, si prevede possa essere convocata contestualmente all’approvazione del rendiconto intermedio della gestione al 30 giugno 2022. L’assise assembleare, viene sottolineato, potrà tenersi solo a seguito del positivo completamento dell’iter autorizzativo in corso presso la Banca Centrale Europea per gli aspetti di competenza inerenti all’operazione e presso DG Comp, con riferimento alla revisione degli impegni tra lo Stato italiano e la Commissione europea relativi alla Banca attesa prossimamente, secondo quanto riferito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Latest News