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lunedì 30 Gennaio 2023

Metaverso, titoli su cui investire e strategie delle Big Tech

Milano – Investire nel metaverso sta diventando un tema di interesse primario per molti, complice anche la grande campagna mediatica che Meta ha iniziato da qualche mese a questa parte per divulgare il concetto presso la più ampia popolazione possibile. Se ne occupa una recente inchiesta del centro studi di Money.it. Del metaverso ancora non si possono cogliere chiaramente tutti gli aspetti, la materia è proteiforme per natura e in continuo divenire, ma una cosa è certa: poche innovazioni hanno saputo raccogliere l’attenzione e incarnare le attese come la creatura tecnologica che ha indotto Facebook a cambiare nome in Meta Platforms. Innanzitutto il metaverso è un mondo virtuale in cui gli utenti possono muoversi come avatar e interagire, socialmente ed economicamente, con altre persone. Si tratta di uno spazio persistente, un ecosistema immersivo fatto di realtà virtuale, realtà aumentata, tecnologie 3D: in una parola di quella che viene definita mixed reality (conio che va ascritto ad Hp, società di grande tradizione tecnologica che peraltro non si sta impegnando attivamente nel metaverso).

Quindi un mondo «di mezzo» fatto di elementi software e fisici, di programmi e visori, di reti e computer. Se per molti il metaverso rappresenta l’evoluzione di Internet nei prossimi anni, con un potenziale infinito, l’adozione non sarà necessariamente facile o non avverrà da un giorno con l’altro. Bloomberg stima che sarà un’industria da 800 miliardi di dollari, che richiederà una maggiore capacità di elaborazione, ampiezza di banda e miglioramenti tecnologici: reti, visori, computer, smartphone e servizi cloud. E sono proprio le azioni delle aziende che realizzano questi componenti tecnologici, ossia chi sta costruendo il futuro degli asset digitali, a essere oggetto delle attenzioni di chi vuole investire nel metaverso. Parlare di investire nel metaverso, quindi, equivale fare riferimento a Meta. Va subito osservato che il mese di ottobre 2022 ha segnato un punto critico per l’azienda di Mark Zuckerberg, che ha registrato rispetto a un anno prima, un calo del 57% del titolo (da 300 a 130 dollari.

Colpa del metaverso? Ad alcuni piace pensarla così. In realtà Meta sta scontando un calo fisiologico del «prodotto madre» (ossia Facebook) che viene preso di mira come social di riferimento presso la più ampia porzione di popolazione mondiale dall’astro di TikTok. Quindi forse il problema di Meta non sta nel nuovo e in quanto verrà, ma i ciò che è stato. Di certo gli investimenti e la strategia di affermazione per il metaverso, soprattutto con gli strumenti materiali (i visori Oculus che evolvono con la versione Quest Pro) testimoniano una strategia solida, che ha la forza di chiamare a sé altri attori del mercato tecnologico sui cui si orientano le attenzioni delle aziende che vogliono guadagnare col metaverso e quelle che vi stanno investendo, come Microsoft, che a propria volta sta creando un metaverso attraverso la sua piattaforma di comunicazione Mesh. Quella fra Meta e Microsoft la possiamo definire proprio un’alleanza palese. La Ceo di Microsoft, Satya Nadella, si è definita pubblicamente «entusiasta del metaverso».

Se è quasi scontato immaginare che i giochi della Xbox saranno integrati con la linea di visori Quest, meno è pensare che i prodotti di Microsoft come Windows, Office (che ora si chiama Microsoft 365) e Teams saranno potenziati con funzioni di realtà virtuale e mista. E nelle videoconferenze i volti delle persone potranno mescolarsi con gli avatar. L’idea di Zuckerberg e Nadella è proprio quella di trasformare le videochiamate in rapporti fra avatar. Lavoro remoto che cambia aspetto, ma anche metaverso, utilizzabile anche senza visori: la piattaforma di realtà virtuale Horizon Worlds potrà essere utilizzata anche dal web. Il che significa aprire il metaverso a qualsiasi dispositivo. La presenza necessaria e sufficiente di Meta e Microsfot per investire nel metaverso, non esclude altre grandi società tecnologiche. Tutto il comparto big tech si può dire che sia coinvolto nel richiamare capitali nel metaverso.

Amazon sta progettando il lancio di prodotti di realtà mista (aumentata e virtuale) e per intanto ha lanciato “AWS Cloud Quest”, un gioco di ruolo online peraiutare le persone a sviluppare competenze di cloud computing. Funziona così: gli utenti navigano in una città virtuale, aiutando i suoi abitanti a risolvere i problemi IT relativi al cloud e guadagnando punti per il completamento di simulazioni ed enigmi. Un po’ poco per pesare l’impegno del gigante di Jeff Bezos nel metaverso, ma abbastanza per dire che l’azienda avrà la capacità di cavalcare la tigre quando sarà necessario. L’altra grande big tech che punta con decisione sullo sviluppo dei visori per utilizzare il metaverso è Apple. Anche nel caso della casa della Mela, si tratta di creare un dispositivo di realtà mista, che fonde realtà aumentata con realtà virtuale. Sarà disponibile nel 2023, probabilmente con il nome di «Reality» e sarà il primo di una linea di prodotti pensata per il metaverso.

Il metaverso non è fatto solo di prodotti, ma anche di «motori». Fra i più grandi produttori di componenti tecnologiche ci sono Intel e Nvidia, ed entrambe hanno una posizione chiara sul metaverso. Intel ha una visione prudenziale e fa i propri distinguo dicendo che abbiamo bisogno di una più potente capacità di elaborazione, accessibile a latenze molto più basse, attraverso una moltitudine di fattori di forma dei dispositivi. E per abilitare queste funzionalità su larga scala, l’intero pilastro di Internet avrà bisogno di aggiornamenti importanti. Nvidia invece spinge con entusiasmo sull’acceleratore, rilascia nuove Gpu, indirizzandole esplicitamente all’elaborazione grafica necessaria alla partecipazione sul metaverso, e pensa anche a un utilizzo industriale, proponendo una partnership con Siemens per la creazione di una tecnologia immersiva da destinare alla progettazione. Metaverso non per gioco, quindi, ma per produrre meglio in futuro.

Anziché puntare sulle singole grandi aziende, per investire nel metaverso si può scegliere anche la strada dei portafogli di investimento. Sono pacchetti di asset selezionati che consentono di puntare su un mercato nel suo insieme anziché su un solo titolo specifico, e beneficiare dell’andamento del mercato nel suo complesso. Tecnicamente è un trading tematico che con un ribilanciamento periodico punta a ottenere il massimo del rendimento per l’investitore. Un esempio è quello di eToro, rete social di investimento, che ha creato MetaverseLife, uno Smart Portfolio a tema metaverso che offre agli investitori un’esposizione a lungo termine su progetti chiave, sia azionari che cripto-asset, nell’industria del metaverso. Il portafoglio MetaverseLife è composto da azioni e cripto-asset che intendono rappresentare la vera essenza del metaverso. È maggiormente pesato verso le piattaforme abilitanti che creeranno i vari tipi di metaverso, come le azioni di Meta Platforms e Roblox, così come verso cripto-asset o piattaforme di metaverso basate su blockchain come Decentraland, Sandbox ed Enjin. Il portafoglio contiene anche alcuni nomi del settore tech che stanno lavorando alla più ampia adozione del metaverso come quelli, citati sopra, di Amazon, Apple, Microsoft e Nvidia.

Anche il venture capital sta investendo nel metaverso. Al momento è l’aspetto del gaming ad attrarre prevalentemente le attenzioni, come confermano le analisi della società di ricerca Analytics Insightm, che indica i venture capital di riferimento. Il venture capital Animoca si indirizza a quella parte di industria della blockchain che guarda al gaming nel metaverso (ha lanciato Sandbox e quest’anno ha raccolto oltre 350 milioni di dollari), al pari di Hiro Capital e di GameFi Capital, che si indirizza a blockchain, progetti cripto e giochi, di Outlier Ventures, che sostiene il progetto di un metaverso aperto e inclusivo da un miliardo di persone, e di Play Ventures, un venture capital early stage che ha stanziato 100 milioni di dollari per lo sviluppo di un gioco nel metaverso. Si distacca da questa logica Fov Ventures, fondo specializzato in startup del metaverso early stage che guardano al mercato aziendale (per formazione, collaborazione e gemelli digitali), seguito dall’inglese IQ Capital che ha investito in startup di realtà virtuale per le aziende e sta indirizzandosi all’advertising nel metaverso, mentre Metaverse Ventures investe in aziende che stanno costruendo prodotti e servizi per il metaverso decentralizzato.

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