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sabato 26 Novembre 2022

Meta e Google tagliano costi e posti, venti di crisi online

Per la prima volta Mark Zuckerberg, ceo e founder di Meta, ha delineato il piano di riorganizzazione dei team della società e di taglio dei posti di lavoro. Nel corso di una comunicazione ai dipendenti, riportata da Bloomberg, l’amministratore delegato ha detto che la società bloccherà le assunzioni, ristrutturerà alcuni team per tagliare le spese e riallineare le priorità e che Meta sarà probabilmente più piccola nel 2023. Zuckerberg ha aggiunto anche che l’azienda ridurrà i budget per la maggior parte dei team, anche quelli nei settori in crescita. “Avevo sperato che l’economia si sarebbe stabilizzata – ha detto Zuckerberg – ma da quello che stiamo vedendo non sembra ancora che lo sia, quindi vogliamo pianificare in modo un po’ prudente. Nei primi 18 anni dell’azienda – ha detto l’amministratore delegato nel corso della riunione di giovedì – siamo cresciuti rapidamente ogni anno, e poi più recentemente le nostre entrate sono state piatte a leggermente in calo per la prima volta”. Meta aveva più di 83.500 dipendenti al 30 giugno e ha aggiunto 5.700 nuove assunzioni nel secondo trimestre.

Meta aveva già annunciato all’inizio di quest’anno che stava progettando di rallentare le assunzioni per alcuni ruoli manageriali e aveva rinviato agli stagisti estivi la distribuzione di lavori a tempo pieno. A luglio, sempre Zuckerberg, aveva avvertito che Meta avrebbe “ridotto in modo costante la crescita del personale” e che avrebbe riassegnato le risorse: le priorità interne includono Reels, il concorrente TikTok di Meta e il Metaverso. Meta non è l’unica azienda ad essere colpita dalla crisi. Twitter ha annunciato il blocco delle assunzioni a maggio e ha chiesto ai dipendenti di tenere d’occhio le loro spese e ridurre i costi di viaggio e marketing. Anche Google ha annunciato che avrebbe rallentato le assunzioni durante la seconda metà dell’anno, mentre ad agosto Snap ha tagliato il 20% della sua forza lavoro.

Venti di crisi anche su Google che, a tre anni dal lancio, il prossimo 18 gennaio chiuderà Stadia, la sua piattaforma cloud dedicata ai giochi. La ragione? Scarso interesse e taglio dei costi. “Sebbene l’approccio di Stadia ai giochi in streaming per i consumatori sia stato costruito su una solida base tecnologica, non è stato attraente per gli utenti come ci aspettavamo” ha spiegato in un post sul blog aziendale Phil Harrison, vicepresidente e direttore generale di Stadia. La chiusura di Stadia è l’ultima mossa del Ceo di Alphabet Sundar Pichai di tagliare i costi dopo aver affermato di voler rendere l’azienda più efficiente del 20%. Il prezzo delle azioni di Alphabet è sceso del 34% quest’anno e a luglio la società ha registrato entrate e profitti deludenti.

L’azienda deve fare i conti con una serie di sfide economiche e un rallentamento della crescita al punto che Pichai ha anche detto che l’abbattimento dei costi potrebbero includere tagli ai prodotti e al personale. Google ha anche annullato l’aggiornamento del suo laptop Pixelbook (la data di lancio era prevista per il prossimo anno), sciolto il team che se ne occupava e tagliato i fondi di Area 120, il suo incubatore interno. In seguito alla chiusura di Stadia, Google rimborserà gli acquisti di hardware Stadia effettuati tramite Google Store e gli acquisti di giochi e contenuti aggiuntivi effettuati tramite lo Stadia store. “I giocatori – ha spiegato sempre Phil Harrison – continueranno ad avere accesso alla loro libreria di giochi e a giocare fino al 18 gennaio 2023. Prevediamo che la maggior parte dei rimborsi sarà completata entro la metà di gennaio 2023”.

In particolare i giocatori riceveranno rimborsi relativi a tutto l’hardware Stadia acquistato tramite il Google Store, così come per tutti i giochi e gli add-on comprati nel negozio di Stadia. Non sarà richiesto di rispedire l’hardware acquistato a Google. Non saranno forniti rimborsi per Stadia Pro, l’abbonamento di Mountain View per accedere ad un catalogo mensile di titoli, ma gli abbonati non dovranno pagare da qui a gennaio e potranno accedere ai giochi riscattati finora. Stadia è stato lanciata nel 2019 insieme a un’unità di sviluppo di giochi interna che avrebbe dovuto realizzare titoli per la piattaforma. Già l’anno scorso, Google aveva annunciato che avrebbe interrotto lo sviluppo interno di giochi, rendendo la piattaforma dipendente dai titoli di altri sviluppatori ed editori di giochi.

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