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domenica, Ottobre 17, 2021

Mercati, T. Rowe Price: l’inflazione “assurda” diminuirà e si andrà verso Goldilocks?

I mercati azionari hanno continuato a mettere a segno performance positive nonostante le preoccupazioni per la nuova variante Delta, poiché la distribuzione accelerata del vaccino ha contribuito ad alimentare le aspettative di un relativo “ritorno alla normalità”. All’interno dei mercati azionari, gran parte del dibattito è incentrato sulla traiettoria futura dei tassi di interesse, dell’inflazione e della crescita economica.

A tal proposito riportiamo il commento sull’inflazione e le prospettive di uno scenario di tipo ‘Goldilocks’, a cura di David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – Global Focused Growth Equity, T. Rowe Price.

David Eiswert, gestore T. Rowe Price

I prezzi degli asset sono alti perché i tassi d’interesse rimangono bassi e non c’è un ciclo di credito che agisca da disruptor. Sia i Governi che le banche centrali hanno dimostrato di essere un buon argine alla pandemia globale, che senza l’inedito intervento adottato avrebbe avuto conseguenze molto più gravi per i mercati finanziari. Il risultato è che sembra esserci poco rischio sistematico se i tassi di interesse resteranno bassi e la pandemia migliorerà lentamente. Tuttavia, stiamo assistendo a numerosi esempi di un’incauta assunzione di rischio nei mercati finanziari. La storia suggerisce che questo tipo di comportamento debba essere gestito attivamente nei portafogli.

Stiamo assistendo a un’inflazione “assurda” in molte aree dell’economia, così come a un’inflazione generale nel mercato del lavoro. Siamo d’accordo con la Fed che l’inflazione “assurda” sia transitoria. Sebbene un certo grado di inflazione sui mercati del lavoro rappresenti un fattore positivo, un’escalation richiederebbe probabilmente un cambiamento nella politica monetaria che potrebbe potenzialmente impattare sul ciclo. Crediamo che la demografia e la tecnologia, tuttavia, siano potenti driver strutturali che possono continuare ad alimentare le tendenze al ribasso dell’inflazione sul lungo termine. Queste forze non sono scomparse e dovrebbero tornare con la normalizzazione delle economie.

Crediamo che la più grande paura del mercato (inteso come prezzi degli asset) sia che un’inflazione “assurda” possa portare la Fed a commettere un errore: nello specifico, un rapido aumento dei tassi di interesse che provochi una crisi e un appiattimento, o addirittura un’inversione, della curva dei rendimenti. In questo scenario, il prezzo di quasi tutti i beni crollerebbe: azioni, obbligazioni, immobili, arte, vino, ecc. Abbiamo avuto un’anteprima di questo tipo di dinamica nel dicembre 2018. A giugno 2021, abbiamo visto il panico del mercato allo spostamento dei dot plot della Fed e all’indicazione di una stretta. Qualsiasi accenno di tapering o di aumento dei tassi sembrava implicare una “crisi” per un mercato che chiaramente richiede una politica monetaria accomodante per mantenere l’equilibrio. Siamo diffidenti sul livello dei tassi di interesse ad oggi e crediamo che il prezzo dei Treasury rispecchi l’hedging e l’avversione al rischio più che essere un indicatore accurato dell’economia futura. Crediamo che i tassi d’interesse dovrebbero essere più alti, ma non al punto da implicare un pericoloso cambiamento di scenario.

Le valutazioni di molti asset growth sono aumentate significativamente durante il periodo peggiore della pandemia, e molte di queste sono rimasti uguali, nonostante i segnali di un ritorno a una normalità relativa. I titoli tecnologici mega-cap hanno detronizzato i beni di consumo e le utility come fonte di posizionamento difensivo sui mercati. Vediamo un affollamento significativo in alcune di queste aree di crescita e riteniamo questa evoluzione possa essere pericolosa, rendendo necessaria una gestione attiva.

Siamo sempre più propensi ad aspettarci uno scenario “Goldilocks”,con un’inflazione più bassa (rispetto a oggi) ma tassi più alti (anche se ancora storicamente bassi), che potrebbe essere generato da:

  1. Un significativo rallentamento dell’economia cinese, dato che le riforme e la regolamentazione sono attuate solo quando ce n’è la possibilità (cioè proprio ora, durante l’attuale periodo di alta crescita economica);
  2. Un’accelerazione dei casi COVID-19 della variante Delta, che rallenti la ripresa economica;
  3. Continui progressi nel miglioramento delle funzioni della catena di approvvigionamento.

La cura per i prezzi alti sono i prezzi alti, come spesso si dice. “Goldilocks” implica che l’inflazione “assurda” svanisca e la crescita economica si stabilizzi. Ci aspetteremmo di vedere un’inflazione più bassa man mano che più lavoratori tornano al lavoro e le limitate condizioni di fornitura si allentano. Questo ha il potenziale per evolvere in un buon contesto per gli stock picker, ma è una situazione negativa per i trade growth più affollati e per gli speculatori.

Il prossimo grande macro-catalizzatore sarà il ritorno a scuola negli Stati Uniti, e se questo allevierà il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Le famiglie americane con figli sono state un fattore di oscillazione del lavoro. Se le scuole rimanessero aperte (consentendo la normale cura dei bambini) mentre i sussidi di disoccupazione diminuissero, potremmo vedere una certa normalizzazione nelle dinamiche di domanda e offerta di lavoro. Questo sarebbe positivo per il rischio perché porterebbe allo scenario “Goldilocks” di cui abbiamo parlato sopra. La grande domanda rimane se gli americani (e il resto del mondo) possono adattarsi a “convivere con il COVID” rispetto a un mondo senza COVID-19, che ora sembra molto improbabile.

All’interno del nostro portafoglio, ci sono diversi segmenti su cui abbiamo una view decisamente contrarian. Siamo alla ricerca di solidi titoli growth che siano sottovalutati dal mercato, ma che a nostro avviso mostrino un potenziale di maggiore crescita nel 2022 e oltre, come ad esempio alcuni nomi legati al settore dei viaggi. Crediamo anche che valga la pena esplorare i cambiamenti normativi della Cina e le opportunità che potrebbero emergerne, anche se con prudenza”.

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