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venerdì 7 Ottobre 2022

Mercati, fari puntati sui tassi Bce: verso +75 punti. Sentiment in allerta sul 2023

Milano – L’evento clou della settimana delle Borse sarà, giovedì, la riunione della Bce. Alla luce delle recenti dichiarazioni e dell’accelerazione, oltre le attese, dell’inflazione nell’Eurozona ad agosto (9,1% dal +8,9% di luglio), l’aspettativa è per un rialzo di 75 punti base di tutti e tre i tassi principali. Gli operatori cercheranno di valutare dalle parole di Christine Lagarde il grado di preoccupazione dell’istituto per la dinamica inflattiva, in un contesto in cui gli indici anticipatori segnalano comunque un forte rallentamento della crescita nei prossimi mesi. Antenne drizzate anche per le indicazioni della presidente della Bce su quelle che potrebbero essere le tempistiche del nuovo tema dei prossimi mesi, ovvero la possibilità dell’inizio di una discussione sulla riduzione del bilancio.

Relativamente alle banche centrali, oltre alla riunione Bce, si riuniranno anche gli istituti centrali di Australia (martedi’), Canada e Polonia (mercoledi’), tutti indirizzati sulla strada di una politica monetaria restrittiva. C’è preoccupazione per i prezzi del gas nel vecchio continente dopo che Gazprom, la multinazionale russa del gas controllata da Mosca, ha fermato il flusso del Nord Stream a causa di una presunta perdita di petrolio, bloccando il previsto riavvio del gasdotto. Siemens Energy smentisce: “Non c’è una ragione tecnica” per lo stop e la Casa Bianca ri-sottolinea che il Cremlino usa l’energia come ritorsione contro l’Europa per le sanzioni sulla guerra ucraina. Per il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani “il ricatto russo è chiaro a tutti, servono i rigassificatori”. Sulla stessa linea la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, bisogna “porre un limite sulle forniture di Mosca”.

Non solo investitori: il clima di incertezza e l’allerta per inflazione e crisi energetica domina anche il sentiment degli imprenditori italiani riuniti alla 48esima edizione del Forum Ambrosetti, che si è chiusa ieri a Cernobbio. Previsioni di business restano ancora positive per il 2022. Chi dice che il proprio business è sostanzialmente in linea con quello dei competitor sono il 41,7%. Anche le previsioni del fatturato 2022 sono positive: il 56,1% afferma che chiuderà l’anno con un +10% e il 26,3% con un giro d’affari fino al 10%. Numeri positivi anche per l’occupazione: il 23,3% la incrementerà di oltre il 10%, mentre il 38,3% stima un aumento dell’organico fino al 10%. Su anche gli investimenti: nel prossimo triennio il 17,7% dei manager intervenuti li aumenterà di oltre il 20% e un altrettanto 17,7% li prevede fra il 10 e il 20%. Un terzo dei presenti (33,3%), invece, stima un aumento degli investimenti fino al 10%. L’impatto dell’aumento dei costi dell’energia sulle performance delle aziende sarà per la maggioranza della platea di Cernobbio rilevante (39%). “Molto grave” invece lo definisce il 17% e grave il 20,3%. Infine, l’allerta sulle aspettative per l’aumento dei prezzi nei prossimi 12 mesi sarà massima per il 21,1% dei presenti, ma in media il sentiment è di grande attenzione e preoccupazione.

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