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sabato 26 Novembre 2022

Mercati energetici, Ue lavora ad allentamento norme su margin call

Bruxelles – La Commissione europea sta lavorando a una serie di modifiche ai regolamenti comunitari per contrastare la crisi di liquidità dei mercati energetici europei e intervenire sulle margin call che ostacolano le operazioni delle aziende del settore. L’impennata dei prezzi dell’energia costringe infatti le aziende specializzate nella vendita di gas ed energia elettrica a depositare fondi extra per coprire i pagamenti legati alle coperture, conosciuti come margin call. Il vigente quadro normativo fornisce le garanzie necessarie, come gli obblighi di marginazione per la compensazione tra venditori e acquirenti, affinché in caso di inadempimento di una parte gli altri partecipanti al mercato siano protetti. I requisiti in materia di garanzie reali garantiscono la stabilità finanziaria e contribuiscono a rassicurare i mercati finanziari, ma il forte rincaro dei prezzi ha costretto le imprese del settore energetico a mettere a disposizione delle controparti di compensazione importi più elevati di garanzie in contanti, poiché le richieste di margini sono aumentate in linea con i prezzi.

Il mercato energetico europeo è attualmente messo a dura prova da richieste di margine di almeno 1,5 trilioni di dollari, secondo stime del colosso norvegese del petrolio Equinor. “Questo è solo capitale morto e vincolato alle richieste di margine – ha detto Helge Haugane, senior vice president for gas and power di Equinor durante la conferenza Gastech di Milano – Se le aziende hanno bisogno di mettere su così tanto denaro, significa che la liquidità nel mercato si esaurisce e questo non va bene per questa parte dei mercati del gas”. Il 9 settembre il Consiglio Energia ha invitato la Commissione a elaborare strumenti di liquidità di emergenza che garantiscano ai partecipanti al mercato la disponibilità di garanzie collaterali sufficienti a soddisfare le richieste di margini e che contrastino l’aumento della volatilità dei mercati a termine, e a valutare la possibilità di rivedere i pertinenti orientamenti per integrare le norme sulle garanzie. La Commissione, in collaborazione con l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e l’Autorità bancaria europea (EBA), sta lavorando in tal senso, predisponendo una serie di opzioni per garantire che il sistema finanziario sostenga azioni volte ad alleviare le difficoltà attuali preservando nel contempo la stabilità finanziaria.

In particolare, si legge in un documento pubblicato oggi dall’esecutivo UE, la Commissione ha invitato l’ESMA a valutare opportune modifiche al regolamento sulle garanzie. Queste variazioni potrebbero riguardare l’ampliamento dell’elenco delle garanzie idonee e le condizioni alle quali le garanzie bancarie potrebbero essere accettate come garanzie. L’ESMA è invitata a presentare concrete entro il 22 settembre. La Commissione ha inoltre invitato l’EBA, in collaborazione con l’ESMA e il meccanismo di vigilanza unico (MVU), a valutare in che modo le banche attualmente forniscono servizi di trasformazione delle garanzie (vale a dire utilizzando un tipo di garanzia per prendere contanti). L’EBA è invitata a riferire proposte entro il 29 settembre. L’ESMA e l’EBA sono anche invitate a esaminare i modi per migliorare la trasparenza e la prevedibilità dei modelli di margine iniziale nei confronti dei clienti e le modalità in base alle quali una controparte centrale può richiamare i margini infra-giornalieri. Infine, dato l’aumento dei prezzi dell’energia nel 2022, la Commissione ha invitato l’ESMA a valutare l’adeguatezza della raccomandazione di aumentare a 4 miliardi di euro la soglia di compensazione per le materie prime e altri derivati.

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