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sabato 1 Ottobre 2022

Mercati azionari. Energia, inflazione e geopolitica: ombre lunghe sugli utili del secondo semestre

Milano – Un secondo trimestre in cui le società hanno battuto le attese degli analisti, per quanto riguarda ricavi e utili, ha sostenuto i corsi azionari nella seconda metà di luglio e nella prima metà di agosto. Con i prezzi dell’energia alle stelle, un’inflazione galoppante e le tensioni geopolitiche che non accennano a diminuire, le prospettive sono molto meno rosee per la seconda parte del 2022. Questo però non sembra essere ancora riflesso nelle stime del consenso, secondo gli analisti di Union Bancaire Privée (UBP).

“Numerose società continuano a sostenere di poter procedere con ulteriori aumenti dei prezzi per compensare le pressioni sui margini – spiega Norman Villamin, Chief Investment Officer (Wealth Management) di Union Bancaire Privée – Alcune hanno visto sviluppi positivi sul fronte della supply chain. Gli orientamenti contrastanti delle corporate guidance hanno alla fine spinto gli analisti a ridurre le stime sugli utili per i prossimi 12 mesi negli Stati Uniti, soprattutto per il prossimo anno. Tuttavia, questi tagli sono stati finora modesti e il consensus degli analisti continua a prevedere una crescita degli utili per azione del 9% per l’indice S&P 500 sia per quest’anno che per il prossimo – continua – Per il momento, le stime per il terzo e quarto trimestre, entrambe al 10% (4-6% al netto del comparto energetico), si sono mosse a malapena con previsioni di crescita per la maggior parte dei settori che sono scese di circa 1 punto percentuale nell’ultimo mese, compensando gli aumenti per l’energia”.

Secondo Villamin, “le stime sugli utili dovranno essere ulteriormente ridotte nelle prossime settimane, sia negli Stati Uniti che in Europa, per riflettere il forte rallentamento dell’attività in un momento in cui i costi delle materie prime, della manodopera e dell’energia rappresentano ancora notevoli venti contrari per le imprese”. La crescita degli utili nel 2022 dovrebbe restare moderata ma, nello scenario base di UBP che prevede una lieve recessione, è probabile che l’anno prossimo i profitti si riducano, poiché le aziende avranno molto probabilmente perso la capacità di aumentare i prezzi. “Questo, insieme a una crescita dei ricavi molto più contenuta, avrà probabilmente un impatto significativo sui margini”.

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