21.3 C
Milano
sabato 28 Maggio 2022

Mef, 79 miliardi di gettito erariale nel primo bimestre

Roma – Nei mesi di gennaio-febbraio 2022 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 79.036 milioni di euro, con un incremento di 12.376 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+16,8 per cento). Il significativo incremento registrato nel bimestre è influenzato sia dal trascinamento degli effetti positivi sulle entrate che si sono determinati a partire dal 2021, sia dagli effetti del decreto legge numero 34/2020 (cosiddetto decreto Rilancio) e del decreto legge numero 104/2020 (cosiddetto decreto Agosto), che avevano disposto, nel 2020, le proroghe delle sospensioni dei versamenti e successivamente, nel 2021, la ripresa degli stessi consentendo ai contribuenti di rateizzarli. La rateizzazione dei versamenti potrà determinare effetti di gettito anche nel corso dei prossimi mesi del 2022. È quanto si legge in una nota del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Nel mese di febbraio le entrate tributarie hanno registrato una variazione positiva di 6.623 milioni di euro (+21,3 per cento): in particolare le imposte dirette hanno avuto un aumento del gettito pari a 3.759 milioni di euro (+22,7 per cento) e le imposte indirette hanno registrato un andamento positivo pari a 2.864 milioni di euro (+19,6 per cento). Nel primo bimestre 2022 – continua la nota – le imposte dirette ammontano a 48.337 milioni di euro, con un aumento di 5.479 milioni di euro (+12,8 per cento).

Il gettito dell’Irpef si è attestato a 40.071 milioni di euro con un aumento di 2.105 milioni di euro (+5,5 per cento), riconducibile sia all’incremento delle ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato (+1.499 milioni di euro, +8,6 per cento) sia a quello delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+11 milioni di euro, +0,1 per cento) sia all’incremento delle ritenute lavoratori autonomi (+165 milioni di euro, +8,0 per cento). Incrementi significativi di gettito si sono registrati per l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.335 milioni di euro, +109,9 per cento) per effetto dell’andamento favorevole del risparmio gestito nel 2021. Anche l’imposta sostitutiva valore attivo fondi pensioni ha registrato un incremento (+1.042 milioni di euro, +103,6 per cento) attribuibile al positivo andamento delle posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari a fine 2021, rispetto al 2020, e ai rendimenti. Infine si segnala l’incremento dell’Ires (+43 milioni di euro, +35,2 per cento) e delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+172 milioni di euro, +42,3 per cento) mentre l’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha invece evidenziato una diminuzione del gettito pari a 26 milioni (-1,9 per cento).

Le imposte indirette – prosegue la nota – ammontano a 30.699 milioni di euro, con un incremento di 5.897 milioni di euro (+23,8 per cento). All’andamento positivo ha contribuito l’Iva, con un aumento del gettito di 4.501 milioni di euro (+29,0 per cento), in particolare la componente relativa agli scambi interni che ha evidenziato un incremento di 3.361 milioni di euro (+24,7 per cento), mentre l’Iva sulle importazioni ha registrato un aumento di 1.140 milioni di euro (+59,2 per cento). Quest’ultimo risultato è legato, in larga parte, al prezzo del petrolio che a gennaio 2022 ha evidenziato un aumento tendenziale del prezzo pari al 57,9 per cento. Tra le altre imposte indirette, hanno registrato andamenti positivi le entrate dell’imposta sulle assicurazioni (+13 milioni di euro, +3,9 per cento), dell’imposta di bollo (+6 milioni di euro, +0,9 per cento) e dell’imposta di registro (+58 milioni di euro, +7,8 per cento). Le entrate relative ai giochi ammontano a 2.432 milioni di euro (+724 milioni di euro, +42,4 per cento).

Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 1.410 milioni di euro (+334 milioni di euro, +31,0 per cento) di cui: 693 milioni di euro (+225 milioni di euro, +48,1 per cento) sono affluiti dalle imposte dirette e 718 milioni di euro (+109 milioni di euro, +17,9 per cento) dalle imposte indirette. Sul sito del dipartimento delle Finanze – conclude la nota – è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-febbraio 2022, corredato dalle appendici statistiche e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.

Nel frattempo l’Istat rende noto che la pressione fiscale nel quarto trimestre 2021 è stata pari al 51,8%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato nel quarto trimestre 2021 dell’1,3% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,2%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’11,3%, in lieve aumento rispetto al trimestre precedente (+0,2 punti percentuali). A fronte dell’aumento del deflatore implicito dei consumi (+1,2%), si osserva una sostanziale stabilità del potere d’acquisto delle famiglie, cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,1%.

Nel quarto trimestre 2021 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -3,0% (-5,8% nello stesso trimestre del 2020). Lo rileva l’Istat Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dello 0,5% (-2,6% nel quarto trimestre del 2020). Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 3,1% (+0,7% nel quarto trimestre del 2020). Nel 2021 le Amministrazioni pubbliche hanno registrato un indebitamento netto pari al -7,2% del Pil, in miglioramento rispetto al -9,6% del 2020. Nello stesso periodo, la pressione fiscale si attesta al 43,5% del Pil, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 42,8% del 2020

Le uscite totali nel quarto trimestre 2021 delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate del 3,1% rispetto al corrispondente periodo del 2020 mentre la loro incidenza sul Pil (pari al 59,8%) è diminuita in termini tendenziali di 1,3 punti percentuali. Nei quattro trimestri del 2021 la relativa incidenza è stata pari al 55,5%, in riduzione di 1,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2020. Le uscite correnti e le uscite in conto capitale hanno registrato, nel quarto trimestre 2021, un aumento tendenziale rispettivamente del 3,2% e dell’1,9%.

Le entrate totali nel quarto trimestre 2021 sono aumentate in termini tendenziali dell’8,1% e la loro incidenza sul Pil è stata del 56,8%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2020 . Nel quarto trimestre 2021 le entrate correnti e in conto capitale hanno entrambe segnato, in termini tendenziali, un aumento, rispettivamente del 7,9% e del 44,2%. Nel 2021, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario e il saldo corrente sono risultati negativi, pari rispettivamente al -3,7% (-6,1% nel 2020) e al -1,6% (-4,5% nel 2020).

Latest News