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venerdì 27 Gennaio 2023

Manovra economica e Pnrr verso la review

Roma – “A fine marzo, in vista del Programma di Stabilità 2023, il governo rivaluterà la situazione e, se necessario, attuerà nuove misure di contrasto al caro energia utilizzando prioritariamente eventuali entrate aggiuntive e risparmi di spesa che si manifestassero nei primi mesi dell’anno”, ha garantito il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sottolineando la necessità di interventi a favore di famiglie e imprese “più mirati, incisivi e differenziati” per far fronte al difficile contesto attuale. “È inutile dire che stiamo attraversando una fase di severa difficoltà a livello economico e sociale e di grande incertezza riguardo al contesto geopolitico”, ha scritto nella premessa al Documento programmatico di bilancio.

Di fronte al caro-energia che colpisce le imprese e al rialzo dell’inflazione che colpisce le famiglie, “si impone una continuazione e un rafforzamento degli aiuti a imprese e famiglie, rendendoli ancor più mirati, incisivi e differenziati”, ha spiegato, “affinché le risorse di bilancio siano spese in modo oculato”. Gli interventi della manovra “si connotano per un approccio mirato e temporaneo”, ha aggiunto, e il governo “assume l’impegno a ridurre e poi eliminare gli aiuti e i tagli alle imposte non appena i prezzi del gas naturale, dell’energia e dei carburanti rientreranno verso livelli in linea con il periodo pre-crisi”.

La nuova bozza della manovra, circolata nel weekend, già contiene altre misure non dettagliate nella precedente versione del provvedimento, tra cui il Ponte sullo Stretto di Messina: nell’articolo 82 intitolato “collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente” si legge in particolare che “al fine di sostenere i programmi di sviluppo e il rafforzamento patrimoniale della società, Rfi e Anas sono autorizzate, proporzionalmente alla quota di partecipazione, a sottoscrivere aumenti di capitale o diversi strumenti, comunque idonei al rafforzamento patrimoniale, anche nella forma di finanziamento soci in conto aumento di capitale, sino all’importo complessivamente non superiore a 50.000.000 euro”. Le risorse autorizzate dall’articolo 202, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, iscritte nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, “sono trasferite alla Società Rete Ferroviaria Italiana e alla Società Anas, proporzionalmente alle relative quote di partecipazione nella società medesima”. Ma non solo.

Nell’articolo, che nella bozza precedente non c’era, si spiega che “al fine di rilanciare l’economia del Paese attraverso il completamento della rete infrastrutturale primaria e contribuire agli obiettivi dell’Unione europea relativi alla Rete transeuropea dei trasporti, il collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente ed opere connesse è opera prioritaria e di preminente interesse nazionale”. Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al termine “sono sospesi i giudizi civili pendenti con il contraente generale e gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell’opera”. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, “la Società Stretto di Messina sottoscrive l’integrale rinuncia al contenzioso in relazione ai giudizi instaurati e pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge fra la Società, e le Amministrazioni pubbliche, a completa tacitazione di ogni diritto e pretesa. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Società è autorizzata a sottoscrivere con le Amministrazioni interessate, il contraente generale, gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell’opera e tutte le parti in causa nei giudizi pendenti atti transattivi di reciproca integrale rinuncia alle azioni e agli atti dei medesimi giudizi, a definitiva e completa tacitazione di ogni diritto e pretesa, nonché alle ulteriori reciproche pretese in futuro azionabili in relazione ai contratti sottoscritti”.

Il Commissario liquidatore, si sottolinea nella nuova bozza del provvedimento, “resta in carica in qualità di Commissario straordinario del Governo per la gestione ordinaria della Società nelle more della nomina degli organi sociali ai sensi del comma 7, primo periodo. A tal fine, il Commissario straordinario si avvale della dotazione di mezzi e personale della Società”. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 5, si legge ancora, “è convocata l’assemblea dei soci della società per procedere, ai sensi dell’articolo 2364 del codice civile, alla nomina degli organi sociali. Dalla nomina degli organi sociali decade il Commissario straordinario di cui al comma 5”.

Sempre in tema grandi opere, inoltre, “è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2024, 100 milioni di euro per l’anno 2025 e 150 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2029”, ossia complessivamente 750 milioni di euro, “al fine di consentire l’accesso ai contributi da parte dell’Unione europea delle seguenti opere ferroviarie relative alle tratte nazionali di accesso al tunnel di base Torino Lione: cintura di Torino e connessione al collegamento Torino-Lione opere prioritarie; Adeguamento linea storica Torino-Modane tratta Bussoleno-Avigliana”, quanto si legge ancora nella nuova bozza. Il contratto di programma tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria Italiana spa, si legge ancora, “indica distintamente i finanziamenti per le opere”. I contributi dell’Unione europea versati a Rfi relativamente ai medesimi interventi “sono rifinalizzati nell’ambito del contratto di programma vigente tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la medesima società”. Per quanto riguarda il finanziamento terzo lotto costruttivo Torino-Lione, si legge nella bozza del provvedimento, “entro il 31 marzo anno 2023, con deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, è autorizzato l’avvio della realizzazione del terzo lotto costruttivo dell’intervento “Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, sezione internazionale – parte comune italo-francese – sezione transfrontaliera””.

Ce n’è anche, tra gli altri, per il Fondo PMI: “Sono prorogati al 31 dicembre 2023 il termine finale di applicazione della disciplina transitoria del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” previsto della legge di bilancio del 2021 “e il termine finale di applicazione del sostegno speciale e temporaneo, da parte dello stesso fondo, istituito nel contesto delle misure di contrasto agli effetti della crisi ucraina”. La dotazione del Fondo di garanzia “è incrementata di 800 milioni di euro per l’anno 2023”. L’articolo, si legge nella bozza del provvedimento, “è in valutazione”. E per il Fondo per il finanziamento di interventi in materia di giustizia riparativa, “incrementato di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2023”. Infine il nuovo polo laboratoriale Ispra: “Al fine di consentire l’espletamento delle attività strategiche dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), ivi comprese quelle connesse all’attuazione del Pnrr, è autorizzata a favore dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale la spesa di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024”.

Ma va verso la review anche il PNRR, per cui il governo ha istituito una cabina di regia a Palazzo Chigi dove sono emerse numerose difficoltà. Per attuarlo serve l’aiuto di tutti: Comuni, Province e Regioni. “Oggi siamo nella fase in cui siamo chiamati ad affrontare concretamente l’avvio dei cantieri per questo ovviamente è necessario accelerare l’iter di approvazione dei progetti e rilascio dei pareri”, ha affermato Giorgia Meloni, aggiungendo che “nel passaggio tra assegnazione e utilizzazione delle risorse ovviamente come era inevitabile emergono tutti i problemi di sistema di regole rigide frammentate e complesse”. Parlando del PNRR non c’è solo un problema di attuazione, di norme e burocrazia, ma anche di adeguatezza rispetto agli obiettivi che ci si era preposti. “Dobbiamo verificare con l’Ue le misure più idonee ad aggiornare il PNRR”, ha affermato la Premier all’assemblea dell’ANCI di venerdì.

Non si è fatta attendere la risposta della Commissione europea, che si attende “nei prossimi mesi diverse richieste di emendamenti dei Piani nazionali di ripresa e resilienza, si prevede anche dell’Italia”. Le richieste di revisione – spiegano fonti dell’esecutivo europeo – arriveranno “nel primo trimestre dell’anno prossimo”. L’Italia non ha ancora presentato una richiesta di revisione del PNRR, mentre martedì scorso, in occasione della presentazione del Pacchetto di autunno, era emerso che al momento solo il Lussemburgo ha formalizzato una richiesta di revisione. Sul Pnrr “ci stiamo confrontando. Come noto, dopo la riunione della cabina di regia abbiamo avviato una fase di confronto specifico con le associazioni di categoria e le parti sociali” ha aggiunto il ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, a margine del recente Forum Coldiretti. “Adesso interverremo nel merito e ci sarà un confronto ulteriore su proposte specifiche”, ha affermato ricordando che “siamo al lavoro da un mese ma abbiamo individuato un metodo di lavoro e da lì è partito il confronto. Stiamo monitorando dal punto di vista tecnico e bei prossimi giorni individueremo eventuali modifiche, sempre sulla base del confronto con la Commissione europea”.

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