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domenica, Ottobre 17, 2021

Mance, Cassazione: “Da tassare, rientrano nel reddito da lavoro dipendente”

Secondo la Cassazione, anche le mance dovranno essere tassate. A dirlo la sentenza n°26512 della Suprema Corte, depositata il 30 settembre, la quale ha stabilito che andranno pagate le tasse sulle mance, in quanto sono da considerarsi parte del reddito da lavoro dipendente, sia a fini fiscali sia contributivi.

Come riportato da un articolo de Il Sole 24 Ore, la sentenza accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate impegnata in una querelle con il capo ricevimento di un lussuoso Hotel a 5 stelle della Costa Smeralda. Secondo il fisco le ingenti mance ricevute dagli ospiti della struttura avrebbero portato nelle tasche del dipendente dell’albergo circa 84 mila euro in un solo anno.

Contro l’accusa di evasione il lavoratore si era rivolto ai giudici, sottolineando che l’amministrazione non poteva contare su nessuna norma a sostegno della sua tesi.

La Commissione tributaria regionale si era trovata d’accordo con il lavoratore. Secondo i giudici tributari le mance non potevano essere considerate tassabili perché non comprese nel reddito da lavoro dipendente, anche per la natura aleatoria delle stesse e dal fatto che le elargizioni arrivavano direttamente dal cliente, senza alcuna relazione con il datore di lavoro.

Ieri però è arrivata la sentenza della Suprema Corte che ha cambiato le carte in tavola. Le mance non “condivise” con il fisco, rientrano nel quadro normativo del reddito da lavoro dipendente, sia ai fini fiscali sia contributivi. I giudici di legittimità avvertono dunque che «in tema di reddito da lavoro dipendente, le erogazioni liberali percepite dal lavoratore dipendente, in relazione alla propria attività lavorativa, tra cui le cosiddette mance, rientrano nell’ambito della nozione onnicomprensiva di reddito fissata dall’articolo 51, primo comma, del Dpr 917/1986, e sono pertanto soggette a tassazione».

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