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domenica 22 Maggio 2022

Lukoil, il Ceo si dimette e il titolo crolla

Mosca – Il numero uno del colosso petrolifero russo Lukoil, Vagit Alekperov, si è dimesso. Lo fa sapere la società in uno scarno comunicato, senza rivelare il motivo della scelta del ricco imprenditore 71enne. Alla Borsa di Mosca, il titolo del colosso petrolifero russo Lukoil ha perso oltre il 3% dopo le dimissioni.

L’oligarca russo, che ha un patrimonio netto stimato di quasi 23 miliardi di dollari secondo il Billionaires Index di Bloomberg (e di quasi 25 miliardi secondo Forbes, che lo classifica come la 66esima persona più ricca del mondo e la quarta persona della Russia) è stato sanzionato dal Regno Unito il 13 aprile, quando ha introdotto 178 nuove misure contro Mosca e i cittadini russi vicini al Cremlino. Il nome di Alekperov non è nelle liste delle sanzioni dell’Unione europea e degli Stati Uniti.

Alekperov qualche tempo fa aveva chiesto a Mosca di porre fine rapidamente al conflitto in Ucraina, diventando così la prima grande compagnia nazionale russa ad opporsi alla guerra. Sarà per questo che il magnate petrolifero è uno dei pochissimi oligarchi esclusi dalle sanzioni di Unione europea e Stati Uniti, mentre è entrato nella black list Uk.

Il 5 marzo scorso il consiglio di amministrazione di Lukoil ha riferito in una dichiarazione agli azionisti, al personale e ai clienti che stava “chiedendo la fine più rapida del conflitto armato” in Ucraina. “Esprimiamo la nostra sincera empatia per tutte le vittime, che sono colpite da questa tragedia – scriveva il consiglio – sosteniamo fermamente un cessate il fuoco duraturo e una soluzione dei problemi attraverso seri negoziati e diplomazia”. Lukoil opera in dozzine di paesi in tutto il mondo ed è la seconda compagnia petrolifera russa dopo il gigante statale Rosneft. 

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