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sabato 26 Novembre 2022

Lufthansa vola verso la nuova low cost Cityline 2.0 e alza guidance 2022

Milano – Carsten Spohr, ceo del gruppo Lufthansa, ha annunciato la creazione di una nuova compagnia aerea low cost per dirottarvi le rotte aeree poco redditizie. L’annuncio ha colto di sorpresa in considerazione del fatto che il gruppo Lufthansa considera da sempre la controllata Eurowings una low cost, anche se i costi operativi pesano evidentemente sulla sua gestione. Il nuovo soggetto è stato denominato Cityline 2.0, ma l’annuncio non è stato accolto positivamente dai piloti Lufthansa. Dopo avere visto rigettata l’offerta per Ita Airways, Spohr sta affrontando proprio la sfida dei costi di gestione e le conseguenze degli scioperi che hanno creato parecchi disagi ai viaggiatori.

Per Lufthansa Ita non è più un investimento interessante dopo che Roma ha optato per una parziale privatizzazione della compagnia. “Il governo italiano ha deciso di non procedere con una piena privatizzazione” e per Lufthansa “non è la soluzione” ha ribadito Spohr. “Se c’è un cambio di opinione in Italia – ha aggiunto – sono disponibile a volare laggiù ogni giorno, ma deve essere una piena privatizzazione come inizialmente considerato”.

Non solo. “Sulla base dell’andamento positivo del terzo trimestre, dell’attuale situazione delle prenotazioni che continua a riflettere una forte domanda per i prossimi mesi, e per l’attesa di un altro risultato record per Lufthansa Cargo nel 2022” il vettore teutonico alza la guidance per l’intero anno 2022. Lufthansa prevede ora di poter raggiungere per l’anno in corso un Ebit adjusted di oltre 1 miliardo di euro, con un adjusted free cash flow di oltre 2 miliardi.

I conti preliminari del terzo trimestre del gruppo hanno evidenziato ricavi quasi raddoppiati a 10,1 miliardi, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; l’Ebit adjusted è di circa 1,1 miliardi in crescita da 251 milioni, compreso un impatto dagli scioperi per circa 70 milioni di euro. Sempre nel terzo trimestre, Lufthansa ha generato un free cash flow rettificato di circa 400 milioni di euro contro i 43 milioni di euro dell’anno precedente. L’indebitamento netto è sceso a circa 6,2 miliardi.

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