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lunedì 5 Dicembre 2022

L’Occidente potrebbe dire addio alle batterie cinesi entro il 2030

Milano – Gli Stati Uniti e l’Europa possono ridurre la loro dipendenza dalla Cina per le forniture di batterie per i veicoli elettrici attraverso 160 miliardi di dollari di nuove spese in conto capitale entro il 2030. Le batterie dei veicoli elettrici sono una delle tecnologie chiave che suscita preoccupazione nei Paesi occidentali per la dipendenza dalla Cina che produce tre quarti delle batterie mondiali e domina anche la produzione della componentistica di questi prodotti. Secondo il rapporto, gli analisti della banca d’investimento ritengono che un netto passaggio al protezionismo a Washington e Bruxelles, combinato con una spesa senza precedenti da parte di società non cinesi, avrebbe il potenziale per affrancare l’Occidente dalla sua dipendenza da Pechino nei prossimi sette anni.

Per garantire una catena di approvvigionamento autosufficiente, i Paesi in concorrenza con la Cina dovrebbero spendere 78,2 miliardi di dollari per le batterie, 60,4 miliardi di dollari per i componenti e 13,5 miliardi di dollari per l’estrazione di litio, nichel e cobalto – i minerali fondamentali per la realizzazione di chip e semiconduttori – oltre a 12,1 miliardi di dollari per la raffinazione di questi materiali, secondo il rapporto di Goldman Sachs. Gli analisti della banca ritengono che la domanda di batterie potrebbe essere soddisfatta senza la Cina entro i prossimi tre o cinque anni, in gran parte grazie ai grandi investimenti negli Stati Uniti da parte dei conglomerati sudcoreani Lg e Sk, due aziende che sono state attratte dai massicci sussidi offerti dalle autorità statunitensi.

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