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lunedì 8 Agosto 2022

La Cina si protegge da boicottaggio mutui e tassi delle Banche centrali

Pechino – La Cina sta “prestando molta attenzione all’inasprimento accelerato della politica monetaria delle principali economie”. Lo ha detto Zou Lan, capo della politica monetaria della People’s Bank of China (PBoC), ovvero la banca centrale del gigante asiatico, durante una conferenza stampa. Il funzionario non ha nominato paesi specifici, ma gli esempi potrebbero essere tanti, visto che le banche centrali di quasi ogni regione si stanno muovendo in modo aggressivo per frenare l’inflazione galoppante. Zou ha affermato che la PBoC ha preso precauzioni contro qualsiasi ricaduta negativa dalle azioni di altre banche centrali. Tali misure includono l’adeguamento del livello di valuta estera che le banche devono avere a portata di mano e la gestione dei flussi di capitali transfrontalieri, ha spiegato ai giornalisti.

Il funzionario della banca centrale ha comunque sottolineato che la politica monetaria cinese è principalmente guidata dalla situazione interna. Ha descritto la liquidità in Cina come “sufficiente ma leggermente eccessiva”, indicando una scarsa necessità di tagli dei tassi. Ha affermato che la PBoC “continuerà ad attuare una politica monetaria prudente”. Guardando al futuro, ha affermato che è necessario “duro lavoro” per la stabilità economica, monitorando al contempo l’inflazione. “L’economia cinese si è ripresa con miglioramenti marginali nei principali indicatori economici”, ha affermato Zou. Ma le basi della ripresa rimangono instabili poiché le incertezze persistono nella seconda metà dell’anno, rendendo critici gli sforzi politici per rafforzare i redditi, le aspettative e la fiducia nell’economia reale, ha spiegato.

Non solo. Le autorità bancarie e vigilanza cinesi hanno convocato proprio oggi una riunione d’urgenza con gli istituti di credito a causa del numero crescente di mutuatari che si rifiutano di ripagare le rate su finanziamenti relativi a progetti immobiliari non ancora completati. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg, citando fonti vicine al dossier, secondo cui la riunione si sarebbe tenuta in settimana convolgendo il ministero per la Casa e lo Sviluppo urbano-rurale, le autorità di regolamentazione finanziaria e le principali banche cinesi, preoccupate che il boicottaggio dei mutui possa riverberarsi sui mercati.

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