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sabato 1 Ottobre 2022

Jackson Hole, Powell equilibrista: l’arte dire senza rivelare

Milano – Il Presidente della Fed Jerome Powell potrebbe sorprendere di nuovo i mercati e non accennare ad alcun dietrofront della politica monetaria USA una volta che i tassi d’interesse avranno raggiunto il livello desiderato, compatibilmente con l’inflazione. Gli osservatori si aspettano che il numero uno della banca centrale USA, che parlerà oggi alle 16 ora italiana al simposio di Jackson Hole, in Wyoming, faccia cenno alla possibilità di un taglio dei tassi subito dopo che questi avranno raggiunto il loro punto di massimo. Ma secondo gli esperti non sarà così e Powell anzi userà un tono anche più severo del solito.

Il Presidente potrebbe rimarcare che la banca centrale USA userà tutta la potenza di fuoco per soffocare l’inflazione ed affermare che una volta che avrà finito di aumentare i tassi, li manterrà a quel livello per un certo periodo di tempo, contrariamente alle aspettative del mercato che attendevano un taglio già l’anno prossimo. Powell non farà cenno alla misura del prossimo rialzo dei tassi quando il FOMC si riunirà il 21 settembre, – 50 o 75 punti – ma dirà che le decisioni sono strettamente collegate ai dati economici in uscita prima del meeting (ancora un rapporto sul mercato del loro ed uno sui prezzi al consumo il 13 settembre). Per ora il mercato Future sconta per settembre un aumento del costo del denaro dello 0,75% come nelle due tornate precedenti. In ogni caso Powell cercherà di non sembrare troppo accomodante (dovish) come accaduto a luglio, quando le sue parole erano state mal interpretate, dando luogo ad un rally indesiderato dei mercati azionari e una caduta dei rendimenti delle obbligazioni.

Frattanto, nella serata di ieri, la Presidente della Fed di Kansas City, Esther George, in qualità di ospite del Simposio delle banche centrali, ha informalmente aperto l’evento con la tradizionale serie di interviste ai quotidiani statunitensi, affermando che la Fed ha spazio per ulteriori aumenti dei tassi di interesse, perché l’inflazione è ancora alta. “Abbiamo ancora un’inflazione elevata. Abbiamo visto un certo rallentamento dei numeri a luglio, ma penso che vi sia più lavoro da fare”, ha ribadito George, ammettendo che i dati di luglio potrebbero non rappresentare una inversione di tendenza dell’inflazione che, per vedere una tendenza “convincente”, bisognerebbe avere almeno tre mesi consecutivi di buoni dati.

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