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sabato 26 Novembre 2022

Italia, S&P e Ocse d’accordo: crescita in calo nel 2023

Milano – S&P Global Ratings prevede un imminente netto rallentamento della crescita dell’eurozona, a causa di un deterioramento senza precedenti delle condizioni di commercio che ha spinto l’inflazione a livelli record e la fiducia ai minimi storici. Di conseguenza, i cinque trimestri consecutivi di solida crescita del PIL, a partire dal secondo trimestre del 2022, lasceranno il posto a due o tre trimestri di attività ridotta o addirittura inferiore. Per questo motivo l’agenzia di rating stima una stagnazione dell’economia dell’Eurozona l’anno prossimo (+0,3% contro +1,9% precedente), mentre per quest’anno rivede al rialzo le previsioni di crescita al 3,1% dal 2,6% e abbassa le previsioni di disoccupazione. I recenti sviluppi nei mercati del gas e dell’elettricità hanno spinto gli economisti di S&P a prevedere che l’inflazione raggiungerà un picco di 1,5 punti in più e circa un trimestre dopo, rispetto alle previsioni precedenti.

Ora si aspettano che l’inflazione dell’eurozona raggiunga la doppia cifra nel quarto trimestre del 2022, prima di diminuire lentamente dal primo trimestre del prossimo anno. Secondo S&P, ci sono però anche fattori favorevoli che influiscono sull’economia della zona euro. “A sostenere l’economia vi sono una politica monetaria ancora accomodante, l’aumento del sostegno fiscale in risposta alla crisi energetica, l’allentamento delle strozzature nelle catene di approvvigionamento con grandi accumuli di produzione e la crescita della popolazione – si legge nel rapporto – Inoltre, il mercato del lavoro, con l’occupazione ai massimi storici, è insolitamente forte. I rischi per queste prospettive sono prevalentemente negativi”. Confrontando le stime di S&P sull’Italia con quelle dell’intera Eurozona, si nota una performance migliore della media per l’economia italiana quest’anno, ma più debole l’anno prossimo.

L’Italia dovrebbe crescere del 3,4% nel 2022, contro il +1,5% della Germania, il 2,4% della Francia, il +4,5% della Spagna e il +4,3% dei Paesi Bassi. L’anno prossimo le previsioni sono per un -0,1% per l’Italia, un -0,3% della Germania, +0,2% per la Francia, +1,1% per la Spagna e +0,2% per i Paesi Bassi. Anche secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico la crescita dell’Italia nel 2023 frenerà: allo 0,4 per cento, per l’esattezza, dopo il 3,4 per cento di quest’anno. Il dato ha subito un taglio dello 0,8 per cento rispetto a quello annunciato a giugno. L’Ocse ha abbassato parimenti le previsioni di crescita mondiale per il 2023: il Pil globale dovrebbe crescere del 2,2 per cento, una revisione al ribasso rispetto al 2,8 per cento annunciato a giugno. Secondo quanto annunciato dall’organizzazione con sede a Parigi, la crescita della zona euro sarà solamente dello 0,3 per cento, contro l’1,6 per cento stimato in precedenza.

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