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sabato 28 Maggio 2022

Italgas, risultati in crescita ma occhio alle forniture

Milano – Italgas, gruppo quotato su Euronext Milan e il più importante operatore in Italia nel settore della distribuzione del gas naturale, ha registrato ricavi totali pari a 354 milioni di euro nel primo trimestre del 2022, in aumento del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. L’EBITDA è stato di 250 milioni di euro (+6,7%), mentre l’utile netto adjusted attribuibile al gruppo si è assestato a 88,9 milioni di euro (+9,5%). La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2022 è pari a 4.954,7 milioni di euro (4.980 milioni di euro al 31 dicembre 2021).

Nel periodo sono stati realizzati 179,5 milioni di euro di investimenti (206,7 milioni di euro nel primo trimestre 2021) dedicati prioritariamente alla trasformazione digitale di asset e processi, alla metanizzazione della Sardegna e al repurposing delle reti al fine di abilitarle alla distribuzione di gas rinnovabili (nell’immediato biometano e nel medio periodo idrogeno verde e metano sintetico). Nei primi tre mesi del 2022 sono stati posati 128 km di nuove condotte.

“I positivi risultati del primo trimestre 2022 ci permettono di inaugurare il nuovo mandato in piena continuità con quelli che lo hanno preceduto, all’insegna della crescita costante di tutti i principali indicatori economici – ha commentato l’AD Paolo Gallo – Un risultato ancora più rilevante alla luce di un contesto socioeconomico condizionato dal forte rialzo dei prezzi sul mercato dell’energia, i cui effetti sono stati ulteriormente acuiti dal conflitto russo-ucraino in corso”.

“Più nello specifico, registriamo un aumento del 6,7% dell’EBITDA, che tocca quota 250 milioni di euro, e un Utile Netto adjusted che si attesta a 89 milioni di euro, con un +9,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – ha continuato – Continuiamo ad investire nella trasformazione digitale dei nostri asset e dei processi ed alla formazione delle nostre persone, al fine di abilitare il network al ruolo di principale volano della transizione energetica grazie alla possibilità di accogliere e distribuire quote incrementali di gas rinnovabili quali biometano, idrogeno verde e metano sintetico”.

“In Sardegna prosegue l’estensione del nostro network nativo digitale, che ha ridato linfa allo sviluppo energetico dell’isola – ha aggiunto Gallo – Un modello virtuoso che presto, e su scala più ampia, contiamo di sviluppare anche in Grecia lavorando al fianco del governo alla decarbonizzazione dell’economia e dei consumi”. Italgas ha sottolineato che l’acquisizione dell’azienda greca DEPA Infrastructure si dovrebbe concludere nel corso del primo semestre del 2022.

Italgas conferma di non disporre di attività produttive o personale dislocato in Russia, in Ucraina o in paesi geo-politicamente allineati con la Russia, né di intrattenere rapporti commerciali e/o finanziari con tali paesi. Tuttavia, afferma che “non è escluso che la situazione di tensione politico-economico indotta dal conflitto possa ripercuotersi, in una forma ad oggi non stimabile né prevedibile, sull’efficacia e tempestività della capacità di approvvigionarsi del gruppo”. Il gruppo, nel corso del mese di marzo, ha concluso (ed aggiornerà periodicamente) una prima survey su una parte rilevante dei propri fornitori. È emerso che nessuno dei fornitori oggetto del sondaggio ha segnalato impatti con il mercato russo, mentre un solo fornitore ha rilevato sub-forniture di origine ucraina per le quali ha posto in atto iniziative volte alla ricerca di alternative.

Intanto le richieste per il transito di carburante dalla Russia attraverso il sistema di trasporto del gas (Gts) ucraino sono cresciute del 76 per cento dalla sospensione delle forniture a Polonia e Bulgaria. È quanto risulta dai dati pubblicati questa mattina dall’operatore Gts ucraino. In particolare le prenotazioni per l’invio di gas dalla Russia all’Ucraina nelle stazioni di Sudzha e Sokhranivka ammontano a 98,89 milioni di metri cubi, 1,8 volte in più rispetto al livello del 26 aprile. La compagnia energetica russa Gazprom, monopolista per l’esportazione di gas dalla Russia in Europa, ha sospeso l’erogazione di carburante a Polonia e Bulgaria dal 27 aprile per il rifiuto di Varsavia e Sofia di versare il saldo in rubli.

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