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martedì, Dicembre 7, 2021

Istat, segnali di ripresa per industria italia: +0,8%. UNC: “Dati eccellenti”

Ci sono segnali di ripresa per l’industria italiana: ad agosto si stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti dello 0,8%, in termini congiunturali. Questo è quanto rivela l’Istat nel suo ultimo rapporto.

Incrementi della stessa ampiezza su base mensile si rilevano sia sul mercato interno sia su quello estero. Nella media del trimestre giugno-agosto l’indice complessivo è cresciuto del 4,5% rispetto ai tre mesi precedenti (+3,9% sul mercato interno e +6,0% su quello estero).

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, spiega l’Istat, ad agosto gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale per i beni intermedi (+2,4%) e per i beni di consumo (+0,4%), mentre registrano una riduzione per l’energia (-2,5%) e i beni strumentali (-0,3%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di agosto 2020), il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 13,8% (+13,0% sul mercato interno e +15,2% su quello estero).

Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registrano incrementi tendenziali per tutti i settori: +30,0% per l’energia, +22,3% per i beni intermedi, +14,4% i beni strumentali e +2,5% i beni di consumo.

“Con riferimento al comparto manufatturiero, si evidenziano aumenti tendenziali per tutti i settori di attività economica, ad eccezione delle altre industrie manifatturiere e del tessile e abbigliamento“, si legge nella nota ufficiale.

L‘Unione Nazionale dei Consumatori parla di “dati eccellenti, nonostante agosto sia un mese anomalo, con valori contenuti, dove quindi ci possono essere variazioni percentuali consistenti, amplificate rispetto ad altri mesi, si tratta di dati indubbiamente ottimi”. Il fatturato, infatti, è in territorio positivo “non solo su agosto 2020 o su luglio 2021, ma anche rispetto ai valori pre-crisi di gennaio e febbraio 2020”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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