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sabato 26 Novembre 2022

Internet e tecnologia: svolta Vivendi sulla rete unica, da Fs 2 miliardi per la connettività

Milano – “Ci sono voluti molti anni, ma credo che siamo a un punto di svolta. E noi vogliamo essere proattivi per creare la rete unica a vantaggio del paese”. Lo ha detto Arnaud de Puyfontaine Ad Vivendi, azionista di Tim, al Meeting di Rimini durante il Talk “Il cambiamento possibile”. Innovare per essere umani. Secondo il manager “TIM adesso può essere leader nel creare lo scheletro dell’infrastruttura tlc e accelerare la velocità di sviluppo della banda larga in Italia”. Quanto all’investimento in Tim “Vivendi vuole essere un investitore di lungo termine. In Italia possiamo lavorare insieme, avere le giuste infrastrutture per la distribuzione di contenuti è fondamentale. E per questo abbiamo bisogno di Tim che è una grandissima azienda”.

“Non è importante chi sarà il proprietario (della rete unica), se pubblico o privato, ma come questa rete ci aiuterà nella digitalizzazione del Paese a vantaggio di imprese e cittadini. Come azionista (di Tim con il 23,75% ndr) cercherò di creare le condizioni affinchè questo si verifichi, creando un rapporto costruttivo con la politica e con gli altri azionisti”, ha aggiunto. Un dossier che è entrato di diritto anche nella campagna elettorale, in vista delle elezioni del 25 settembre. A simulare futuri scenari ci ha pensato prima la leader Giorgia Meloni – che punta a una “rinazionalizzazione” della telco– e il co-fondatore del partito Guido Crosetto che in un’intervista a 24 Mattino su Radio24 ha rievocato il modello Terna.

“Sulla rete unica delle tlc posso parlare di un concetto generale che tutti condividono, non solo Fratelli d’Italia o il centrodestra, che è quello di utilizzare lo stesso sistema di Terna, sul gas e l’energia elettrica, anche per quanto riguarda la fibra”, ha detto Crosetto sottolineando di non potersi esprimere sui programmi di Fratelli d’Italia visto che attualmente è stato nominato presidente della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Sul tema è intervenuto anche Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, nel corso di un incontro con la stampa al Meeting di Rimini. “Rispetto al progetto di rete unica in fibra ottica, attualmente allo studio di Tim, Cdp e Open Fiber, deve essere tutelata la sicurezza nazionale. Non è solo una questione economica: si può fare la concorrenza per quanto riguarda l’uso ma non per quanto riguarda la rete, che deve rimanere sotto il controllo dell’autorità dei governi”. Silenzio, almeno per ora, dagli altri leader di partito.

Ancora a proposito di investimenti sull’online, sempre al Meeting di Rimini, l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane Luigi Ferraris – ospite ieri nel talk “Il cambiamento possibile. Innovare per essere umani” – ha fatto il punto su due dei progetti di innovazione e digitalizzazione che FS sta portando avanti per migliorare i servizi e le infrastrutture in chiave sostenibile. Un piano, già in corso, per avere la massima copertura 4G su tutta la rete Alta Velocità entro in prossimi 18 mesi, e un progetto di lungo periodo che prevede un investimento di 2 miliardi di euro per estendere e potenziare la fibra ottica spenta lungo l’intera rete ferroviaria di 17mila chilometri. “Abbiamo messo l’innovazione e la digitalizzazione come elementi abilitanti del nostro Piano Industriale decennale che prevede 190 miliardi di investimenti focalizzati su infrastrutture fisiche, sviluppo della logistica e del trasporto passeggeri collettivo – ha ricordato l’AD di FS -. Un primo obiettivo che ci siamo dati è di creare piattaforme comuni che consentano di colloquiare tra le varie anime della nostra realtà, come ad esempio le stazioni e i treni”.

La connettività – ha spiegato Ferraris – “è un elemento chiave, noi trasportiamo passeggeri e persone sui nostri treni e bus e abbiamo bisogno che queste siano collegate tra loro e con il mondo esterno”. FS – ha spiegato l’AD – si sta muovendo su due piani: il primo è già in corso, e punta al miglioramento della qualità del servizio a bordo treno per l’alta velocità su un livello 4G nell’arco di 18 mesi. “Abbiamo appena implementato un upgrade da Milano a Bologna, ed entro dicembre andremo a coprire l’intera tratta Bologna-Firenze. In 18 mesi, dunque, avremo un livello 4G su tutta la rete AV”. Ma l’obiettivo è avere gli stessi risultati anche sui treni regionali e sugli autobus. Il secondo progetto, infatti, è di più lungo periodo e con un investimento di 2 miliardi di euro inseriti nel Contratto di Programma porterà a estendere la fibra ottica spenta lungo l’intera rete ferroviaria.

Ferraris ha evidenziato come questi 17mila chilometri di rete ferroviaria raggiungano 2.200 stazioni, passando anche in aree rurali spesso non coperte adeguatamente dai segnali Tlc. “Vogliamo rafforzare questo livello di connettività con una fibra ottica spenta per inserire il wifi non solo sull’alta velocità, ma anche su tutti gli altri treni Intercity e Regionali. Questa infrastruttura – ha aggiunto – ha un grande potenziale, perché consentirà ai comuni di agganciarsi e migliorare la propria connettività. Pensiamo anche, per esempio, ai benefici che potrebbero essere portati agli agricoltori nel realizzare una pianificazione di irrigazione programmata”. Ferraris si è poi concentrato sul rapporto tra tecnologia e uomo.

La tecnologia, per il top manager, deve in ogni caso rappresentare “un mezzo, non un fine”. “I nuovi algoritmi ci consentono di portare avanti delle attività che prima erano più manuali, c’è una sorta di disintermediazione dell’uomo, che va gestita adeguatamente. Contemporaneamente dobbiamo fare in modo che la tecnologia vada a supporto di nuove professionalità, il tutto attraverso una formazione adeguata, cambiando il modo di lavorare senza lasciare indietro nessuno”. La priorità sarà quella di sfruttare la possibilità di avere piattaforme integrate “nell’ottica del miglioramento della vita al passeggero, per una digitalizzazione capace di semplificare il viaggio e al tempo stesso migliorare il monitoraggio dell’infrastruttura, specialmente in un momento storico come questo dominato dai cambiamenti climatici”.

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