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lunedì 30 Gennaio 2023

Intel pronta a costruire maxi fabbrica chip in Ue, Italia in lizza senza preferenze

Milano – L’Italia è solo uno dei paesi che potrebbe ospitare la maxi fabbrica dei semiconduttori di nuova generazione pianificata da Intel, che per questo progetto pensa di investire almeno 3 miliardi di euro e creare almeno 6mila posti di lavoro (incluso l’indotto). Un tempo l’Italia sembrava la destinazione sicura di questo investimento, si legge sul Corriere della Sera, mentre oggi è in concorrenza con altre destinazioni. E’ quanto anticipa il numero uno di Intel. Patrick Paul Gelsinger, dal World Economic Forum di Davos, affermando che la decisione verrà presa entro l’anno.

“Oggi il 90% dei chip avanzati viene da un solo Paese”, ha ricordato Gelsinger, facendo accenno alla taiwanese TMSC e sottolineando che “una crisi militare con la Cina potrebbe mettere in ginocchio un’infinità di filiere che dipendono dai semiconduttori più piccoli”. Il progetto di intel prevede investimenti per 80 miliardi in 10 anni, con una prima fase che prevede un investimento di 17 miliardi suddiviso fra Germania, Francia, Italia, Irlanda, Polonia e Spagna. L’Italia a marzo sembrava essere la sicura destinataria dell’impianto di “beck-end” e, a questo proposito, erano stati avviati “negoziati con il governo” per l’individuazione di due aree a Chivasso (Piemonte) o Verona.

“Con la Germania stiamo andando avanti”, ha confermaot Gelsinger al Corriere, ricordando che tutto era partito da una proposta della Commisisone europea per un “Chips Act” che “non è ancora stato approvato”. Un fattore di incertezza – ammette il manager – riguarda l’ubicazione dell’impianto di “beck-end”, che implica un investimento di 1,5 miliardi per l’azienda ed il resto dal governo ospitante. A questo scopo il numero uno di Intel dice di aver parlato al telefono con Giorgia Meloni da Davos martedì scorso.

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