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domenica 7 Agosto 2022

Inflazione: valore commercio aumenta con i prezzi, ma i consumi frenano. Risale anche Rc auto

Roma – Vendite al dettaglio in aumento in valore alla fine del secondo trimestre 2022, ma la crescita è in buona parte attribuibile all’incremento dei prezzi, poiché i volumi sono in calo sia nel primo sia nel secondo trimestre di quest’anno. E’ quanto rileva l’Istat, secondo cui nel secondo trimestre le vendite al dettaglio crescono in valore (+1,1%) e calano leggermente in volume (-0,3%). Le vendite dei beni non alimentari sono in aumento (+0,8% in valore e +0,2% in volume), mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+1,5%) e diminuiscono in volume (-0,8%).

Il dato relativo al commercio di giugno mostra un calo dell’1,1% in valore e dell’1,8% in volume. Le vendite dei beni non alimentari diminuiscono sia in valore (-2,2%) sia in volume (-2,5%), mentre per i beni alimentari si registra un aumento in valore (+0,4%) e una diminuzione in volume (-0,8%). Nel confronto tendenziale, il valore delle vendite è in crescita, trainato dalla grande distribuzione, e in particolare dai beni alimentari, anche se i volumi, nel loro complesso, si confermano in calo: vendite +1,4% in valore e -3,8% in volume. Sono in diminuzione le vendite dei beni non alimentari (-0,8% in valore e -3,3% in volume) mentre quelle dei beni alimentari registrano un aumento in valore (+4,5%) e una diminuzione in volume (-4,4%).

Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano gli aumenti tendenziali maggiori per i Prodotti di profumeria, cura della persona (+3,2%) ed i Prodotti farmaceutici (+2,5%), mentre le flessioni più marcate si evidenziano per Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-8,3%) e Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-7,5%). Rispetto a giugno 2021, il valore delle vendite al dettaglio cresce per la grande distribuzione (+4,6%) e diminuisce per le imprese operanti su piccole superfici (-0,9%). Le vendite al di fuori dei negozi aumentano lievemente (+0,1%) mentre si registra un calo per il commercio elettronico (-6,8%).

E dopo il prezzo dei carburanti, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire. A luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 463,63 euro, vale a dire l’8,6% in più rispetto a inizio anno. È quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Osservatorio di Facile.it su un campione di oltre 9.100.000 preventivi, e relative quotazioni, raccolti nel corso dell’ultimo anno. “Durante il primo semestre dell’anno – spiega Andrea Ghizzoni, managing director Insurance di Facile.it – l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi”.

“Va considerato – ha aggiunto – non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione”. Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato in tutta Italia, seppur con misure differenti. A guidare la classifica dei rincari più consistenti è la Puglia, area dove a luglio i premi sono saliti mediamente del 9,4% rispetto a gennaio 2022. Seguono nella graduatoria la Liguria, che lo scorso mese ha segnato un incremento della tariffa media pari al 9,1% e, staccata di un soffio, le Marche (+8,9%).

Guardando ai valori assoluti, ancora una volta la Campania si conferma essere la maglia nera d’Italia. A luglio 2022, per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 834,26 euro, vale a dire il 79,9% in più rispetto alla media nazionale. Seguono sul podio delle aree più care della Penisola, la Calabria, che continua ad occupare il secondo posto con un premio medio di 526,62 euro, e la Puglia, sul terzo gradino con un valore medio pari a 511,14 euro. Se si considerano, invece, le regioni dove sottoscrivere una polizza Rc auto costa di meno, a guadagnarsi il titolo di area meno cara di Italia è ancora una volta il Friuli-Venezia Giulia dove a luglio 2022, occorrevano, in media, 312,13 euro per assicurare il proprio veicolo a quattro ruote. Seguono il Trentino-Alto Adige, con una tariffa pari a 349,26 euro, e la Lombardia, dove il premio medio rilevato lo scorso mese era pari a 354,52 euro.

Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 40,5% dei guidatori. Il dato può essere letto anche in relazione ad un parco auto che continua ad invecchiare. A luglio 2022 l’età media dei veicoli circolanti nel nostro Paese era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quanto rilevato 12 mesi fa (11 anni). Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti italiani la garanzia infortuni conducente (19,3%), la tutela legale (18 %) e la copertura furto e incendio (10,8%).

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