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sabato 1 Ottobre 2022

Inflazione e gas: la settimana macroeconomica dei mercati

Milano – I mercati tenteranno di consolidare il rimbalzo messo a segno nelle ultime sedute, con gli occhi puntati ancora su inflazione, banche centrali e guerra del gas. Quella che si apre oggi sarà una settimana con una agenda ‘macroeconomica’ fitta in cui l’attenzione degli investitori sarà concentrata sulla lettura dell’inflazione negli Stati Uniti ad agosto. Il dato sarà diffuso il 13 settembre e sarà determinante per la decisione della Federal Reserve nel meeting del 21-22 settembre. Secondo gli analisti, ci sono segnali che l’inflazione Usa possa cominciare a rallentare a differenza di quella europea, dove l’aumento dei prezzi è causato da fattori esogeni, ovvero la crisi energetica. Il Beige Book della Fed ha evidenziato nei mesi di luglio e agosto spiragli di “moderazione” nel tasso di aumento dell’inflazione statunitense, che comunque resterà elevata fino a fine anno, e prospettive di crescita “deboli” che potrebbero portare a un rialzo meno aggressivo dei tassi.

Attesa anche per l’indice dei prezzi al consumo di agosto nell’Eurozona, dopo il nuovo record del +9,1% su base annua registrato dalla stima flash di Eurostat. Il braccio di ferro con la Russia sulle forniture e la crisi energetica in Europa continuano ad alimentare i timori degli investitori. Nessuna decisione di fatto sul tetto al prezzo del gas europeo, fortemente sostenuto dall’Italia: nel vertice straordinario i ministri Ue dell’Energia non hanno raggiunto un accordo ma hanno dato mandato alla Commissione europea di presentare interventi di emergenza e temporenei, incluso il price cap, entro metà settembre. Non tutti i Paesi sono a favore e sulle modalità è ancora lontana l’intesa tra i Ventisette. Fonti di palazzo Chigi hanno però segnalato passi avanti “importanti” nel Consiglio europeo. Quindici Stati, secondo il resoconto del ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, si sono pronunciati a favore di un tetto generalizzato, sposando quindi la proposta italiana.

Persino la Germania “ha detto di non avere una pregiudiziale” ma ha posto come condizione che la misura non danneggi gli Stati del sud-est Europa. Il prezzo del gas, dopo essere scivolato sotto i 200 euro in attesa delle decisioni dei ministri Ue, ha terminato la settimana in calo al Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento per l’Europa. I contratti hanno chiuso le contrattazioni a 207 euro al MWh, in calo del 6%. I riflettori restano puntati anche sulle prossime mosse delle banche centrali. Dopo la stretta aggressiva della Bce, che ha deciso un maxi rialzo da 75 punti base, ora i mercati guardano alla Fed. Il presidente Jerome Powell ha ribadito la lotta senza sosta all’inflazione, rafforzando le aspettative di un’ulteriore stretta di 75 punti base nella prossima riunione di settembre. La Bank of England ha invece rinviato dal 15 al 22 settembre la decisione sui tassi di interesse, come segno di cordoglio e rispetto per la morte della Regina Elisabetta II, scomparsa all’eta’ di 96 anni e dopo 70 anni di regno.

Gli economisti si aspettano che la BoE alzi i tassi di interesse di altri 50 punti base, anche se alcuni osservatori finanziari prevedono un aumento di 75 punti base. Sul fronte internazionale cresce l’attesa per il primo incontro di persona tra il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin, in programma il 15 al 16 settembre, a margine del vertice della Shanghai Cooperation Organization (Sco) a Samarcanda, in Uzbekistan. La visita coincide con il ritorno di Xi su palcoscenico internazionale, a oltre due anni e mezzo dall’ultima missione all’estero, nel gennaio 2020, pochi giorni prima dello scoppio del focolaio di Wuhan, il primo noto di Covid-19. Il faccia a faccia con Putin sarebbe il primo dall’incontro di febbraio scorso, quando il presidente russo si reco’ a Pechino per l’apertura delle Olimpiadi Invernali (AGI).

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