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domenica, Ottobre 24, 2021

Inflazione e commodity guidano le valute emergenti

Il cambio all’orizzonte della politica monetaria Usa e la ripresa economica
globale, insieme all’inflazione, sono i fattori chiave per valutare i titoli di stato
emergenti in local currency e le rispettive valute. L’analisi di Intesa Sp

L’inflazione sta accelerando a livello globale, spinta al rialzo sia da componenti di offerta –
tra cui la crescita dei prezzi delle materie prime e colli di bottiglia nella catena di
produzione post pandemia – sia dalla decisa ripresa della domanda, soprattutto in Usa e
in Cina. A queste dinamiche globali si aggiunge, per molti Paesi emergenti, la debolezza
della valuta a spingere al rialzo i prezzi.
Nonostante molte banche centrali siano propense ad interpretare il fenomeno come
temporaneo, l’orientamento di politica monetaria nella maggior parte dei casi sta
cambiando direzione e spostandosi verso una stretta delle condizioni finanziarie. In questo
quadro generale si innestano le specificità delle singole economie.
I paesi australi, i cui tassi sono saliti più per la stretta correlazione con i Treasury che per
fattori endogeni, potrebbero sperimentare una stabilizzazione se non un recupero delle
valutazioni dei propri bond.
Altrove, in termini di rendimenti in local currency, le curve si sono irripidite molto nei paesi
in cui le Banche centrali restano ancora molto lontane dall’alzare il target rate, mentre il
movimento è stato più uniforme dove gli Istituti centrali hanno già agito. I paesi esportatori
di materie prime – come Brasile e Sudafrica – traggono vantaggio dal rialzo dei prezzi in
termini di crescita e conti con l’estero e questo si riflette in una migliore performance delle
loro valute.

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