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giovedì, Gennaio 27, 2022

Indice PMI manifatturiero, Eurozona e Usa in calo. Italia guida la crescita in UE

I dati PMI di dicembre hanno mostrato un ulteriore rallentamento della crisi che sta colpendo la catena di distribuzione, con il più debole allungamento dei tempi medi di consegna da febbraio.

L’IHS Markit PMI del Settore Manifatturiero dell’Eurozona è diminuito a dicembre al valore più basso in dieci mesi di 58.0, in discesa da 58.4 di novembre. I dati settoriali hanno rivelato come i produttori dei beni di consumo hanno guidato il miglioramento più lento delle condizioni manifatturiere, con quelli produttori di beni intermedi e capitali che hanno registrato una crescita lievemente più veloce.

I dati nazionali hanno mostrato ancora una volta come, anche se con un’espansione in rallentamento, l’Italia abbia in generale guidato la crescita manifatturiera.

L’Indice destagionalizzato PMI IHS Markit del settore manifatturiero italiano è infatti diminuito solo leggermente dal record assoluto di 62.8 di novembre, sino a raggiungere a dicembre 62.0. Ciò ha indicato il diciottesimo mese consecutivo di miglioramento dello stato di salute del settore, che in generale è stato rapido ed ha segnato nel quarto trimestre la media PMI più alta dall’inizio della raccolta dati nel 1997.

La forte prestazione di dicembre è stata ancora una volta provocata dall’espansione della produzione manifatturiera e dei nuovi ordini. La prima, con un forte rallentamento della crescita da novembre, è pur rimasta elevata e maggiore di quella di settembre e ottobre. Allo stesso tempo, il tasso di espansione dei nuovi ordini è stato il quarto più veloce dell’indagine, diminuendo a dicembre molto lentamente rispetto al mese precedente e rimanendo più veloce di quello della produzione. Le aziende campione hanno attribuito l’ultima crescita alla forte domanda da parte dei clienti. Anche le esportazioni sono aumentate a dicembre, con un tasso di espansione rapido, ma il più lento in tre mesi.

All’estremo opposto, il settore manifatturiero della Francia è rimasto quello che è cresciuto più lentamente tra le otto nazioni dell’eurozona monitorate.

“La seconda parte del 2021 è stato un periodo molto difficile per il settore manifatturiero dell’eurozona, anche se l’ultima indagine non ha compromesso eccessivamente l’atmosfera festiva. Abbiamo infatti osservato dei timidi, ma graditi segnali, che la crisi della catena di fornitura che ha afflitto la linea di produzione in Europa sta iniziando a retrocedere. L’Indice dei Tempi medi di Consegna dei Fornitori è aumentato per il secondo mese consecutivo al tasso maggiore da febbraio, segnando quindi un deterioramento più debole dei tempi medi di consegna” ha dichiarato Joe Hayes, senior economist presso IHS Markit.

I dati di dicembre hanno infine mostrato una diminuzione del tasso di inflazione nel settore manifatturiero dell’eurozona. I costi di acquisto sono aumentati ad un tasso che in generale è risultato elevato ma più debole da aprile. L’inflazione dei prezzi di vendita allo stesso tempo è diminuita dal livello record di novembre e ha raggiunto il valore più basso in quattro mesi.

USA, PMI manifatturiero cala a 57,7 punti

Si mantiene su un livello elevato l’indice dell’attività manifatturiera degli Stati Uniti, elaborato da Markit, anche se i problemi alle catene di approvvigionamento continuano a pesare sulle imprese statunitensi. Nel mese di dicembre, l’indice PMI manifatturiero si è portato a 57,7 punti dai 57,8 della stima preliminare e dai 58,3 del mese precedente.

“Dicembre ha visto un altro modesto aumento della produzione negli Stati Uniti produzione a causa del prolungarsi della carenza di materiale e dei ritardi dei fornitori. Sebbene qualche tregua sia stata vista come le catene di approvvigionamento si sono deteriorate nella misura più piccola da maggio, l’impatto di tempi di consegna sostanzialmente più lunghi per gli input hanno ostacolato la capacità delle imprese di produrre prodotti finiti” ha commentato Sian Jones, economista senior presso IHS Markit. “Accanto a una leggera ripresa delle assunzioni, una domanda più morbida condizioni hanno contribuito al più lento aumento degli arretrati di lavoro per dieci mesi. Mentre le carenze sono rimaste significative, alla fine dell’anno portato con sé alcuni segnali che le pressioni sui costi si sono allentate. L’aumento dei prezzi degli input è stato il più lento degli ultimi sei mesi e le imprese registrato aumenti più morbidi dei prezzi di vendita nel mezzo degli sforzi per invogliare spesa dei clienti”.

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