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martedì, Settembre 21, 2021

GWM, i mercati operano in condizioni di “assenza di gravità”

“Negli ultimi mesi Richard Branson e Jeff Bezos non sono stati gli unici a volare a quote più che stratosferiche”. Inizia così l’ultima analisi di Mark Haefele, chief investment officer di Global Wealth Management, di cui riportiamo alcuni estratti.

Dopo la fase di recessione e disinflazione del 2020, i massicci interventi di stimolo e la progressiva riapertura dell’economia hanno messo le ali al PIL statunitense, che nel secondo trimestre ha registrato una crescita reale del 12% su base annuale (a/a) a fronte di un’inflazione di circa il 4,5%, per un tasso di espansione stellare del 17% su base nominale.

Nello stesso periodo l’eurozona ha segnato a sua volta una crescita del PIL del 13,2% a/a in termini reali, al netto di un’inflazione di circa il 2%. Stando agli ultimi dati, l’espansione economica dovrebbe rimanere in orbita ancora per qualche mese: ci aspettiamo che il PIL degli Stati Uniti continui a registrare una crescita nominale a due cifre fino al primo trimestre dell’anno prossimo, mentre la Federal Reserve (Fed) e altre banche centrali confermano che non hanno fretta di alzare i tassi d’interesse.

Su un orizzonte tattico consigliamo agli investitori di continuare a sfruttare le condizioni di «assenza di gravità» generate da questa straordinaria crescita nominale e dalle politiche monetarie e fiscali accomodanti. Ci aspettiamo ulteriori incrementi degli utili aziendali e delle quotazioni azionarie, in particolare nei mercati e settori più esposti alla crescita mondiale come Giappone, energia, finanza e materiali.

Ma, come sanno tutti gli astronauti, l’aspetto più incerto di una missione spaziale dopo il lancio è il rientro nell’atmosfera e nei prossimi mesi si discuterà di come affrontare il ritorno della crescita e dell’inflazione dall’orbita.

Ogni volta che l’inflazione si attesterà sopra il 2% – come prevediamo che succeda ancora per diversi mesi – non mancheranno gli appelli a favore di una riduzione degli stimoli monetari negli Stati Uniti e in altre aree economiche per evitare che gli aumenti dei prezzi sfuggano di mano. Al tempo stesso, la Fed sa bene che se intervenisse troppo duramente per contenere l’inflazione potrebbe esporre l’economia e i mercati al rischio di un atterraggio duro. A nostro avviso si profila all’orizzonte un atterraggio morbido poiché la Fed rimarrà paziente, l’inflazione diminuirà nel corso del 2022 e la crescita si manterrà robusta. Manteniamo un orientamento di propensione al rischio, anche se riportiamo a neutralità il sovrappeso nelle azioni dei mercati emergenti e nelle obbligazioni high yield statunitensi.

Gli astronauti più accorti valutano anche come è cambiato il sito di atterraggio successivamente al lancio e gli investitori dovrebbero fare altrettanto. In base alle indicazioni dei mercati obbligazionari, i tassi di crescita e inflazione potrebbero scendere perfino sotto i livelli pre-pandemia, dando sostegno agli investimenti che generano redditi e ai comparti growth a lungo termine. D’altro canto, la maggiore penetrazione dell’economia digitale, la crescente flessibilità del mercato del lavoro, le mutate funzioni di reazione delle banche centrali e i nuovi approcci alla politica fiscale potrebbero spingere la crescita e l’inflazione sopra i livelli pre-coronavirus, a vantaggio dei titoli ciclici e value. Per una discussione più approfondita su questo tema si veda la Monthly Letter di aprile, «Cambio di percezione».

Come investire nell’attuale contesto?

Primo, consigliamo di approfittare di questo periodo di crescita a due cifre del PIL nominale per puntare in chiave tattica sulle posizioni esposte alle riaperture e alla reflazione, che risultano favorite nel nostro scenario di riferimento e dovrebbero mostrare una buona tenuta anche in caso d’inflazione superiore alle attese. Preferiamo su tutte le azioni del Giappone, della finanza, dell’energia e dei materiali, nonché quelle che beneficiano delle riaperture negli Stati Uniti e in Asia.

Secondo, raccomandiamo di prepararsi alla volatilità in fase di atterraggio diversificando le posizioni a livello di regioni e asset class senza trascurare gli hedge fund, che consentono di rimanere investiti sui mercati a fronte di un rischio direzionale più basso. Uno dei nostri settori preferiti è quello della sanità globale, che presenta caratteristiche sia difensive che growth. Inoltre, gli eventuali picchi di volatilità possono creare l’opportunità di rafforzare l’esposizione al mercato sfruttando strutture di distribuzione alternative potenzialmente redditizie.

Terzo, suggeriamo di abbinare le posizioni tattiche sulle riaperture e sulla reflazione a investimenti strategici nelle aree orientate alla crescita, alla generazione di reddito e alla sostenibilità, che si dimostrerebbero particolarmente validi nel contesto di bassa crescita e bassa inflazione previsto dal mercato obbligazionario. Puntiamo in particolar modo su greentech, abbonamenti digitali e mobilità intelligente.

“Negli ultimi mesi Richard Branson e Jeff Bezos non sono stati gli unici a volare a quote più che stratosferiche”. Inizia così l’ultima analisi di Mark Haefele, chief investment officer di Global Wealth Management, di cui riportiamo alcuni estratti.

Dopo la fase di recessione e disinflazione del 2020, i massicci interventi di stimolo e la progressiva riapertura dell’economia hanno messo le ali al PIL statunitense, che nel secondo trimestre ha registrato una crescita reale del 12% su base annuale (a/a) a fronte di un’inflazione di circa il 4,5%, per un tasso di espansione stellare del 17% su base nominale.

Nello stesso periodo l’eurozona ha segnato a sua volta una crescita del PIL del 13,2% a/a in termini reali, al netto di un’inflazione di circa il 2%. Stando agli ultimi dati, l’espansione economica dovrebbe rimanere in orbita ancora per qualche mese: ci aspettiamo che il PIL degli Stati Uniti continui a registrare una crescita nominale a due cifre fino al primo trimestre dell’anno prossimo, mentre la Federal Reserve (Fed) e altre banche centrali confermano che non hanno fretta di alzare i tassi d’interesse.

Su un orizzonte tattico consigliamo agli investitori di continuare a sfruttare le condizioni di «assenza di gravità» generate da questa straordinaria crescita nominale e dalle politiche monetarie e fiscali accomodanti. Ci aspettiamo ulteriori incrementi degli utili aziendali e delle quotazioni azionarie, in particolare nei mercati e settori più esposti alla crescita mondiale come Giappone, energia, finanza e materiali.

Ma, come sanno tutti gli astronauti, l’aspetto più incerto di una missione spaziale dopo il lancio è il rientro nell’atmosfera e nei prossimi mesi si discuterà di come affrontare il ritorno della crescita e dell’inflazione dall’orbita.

Ogni volta che l’inflazione si attesterà sopra il 2% – come prevediamo che succeda ancora per diversi mesi – non mancheranno gli appelli a favore di una riduzione degli stimoli monetari negli Stati Uniti e in altre aree economiche per evitare che gli aumenti dei prezzi sfuggano di mano. Al tempo stesso, la Fed sa bene che se intervenisse troppo duramente per contenere l’inflazione potrebbe esporre l’economia e i mercati al rischio di un atterraggio duro. A nostro avviso si profila all’orizzonte un atterraggio morbido poiché la Fed rimarrà paziente, l’inflazione diminuirà nel corso del 2022 e la crescita si manterrà robusta. Manteniamo un orientamento di propensione al rischio, anche se riportiamo a neutralità il sovrappeso nelle azioni dei mercati emergenti e nelle obbligazioni high yield statunitensi.

Gli astronauti più accorti valutano anche come è cambiato il sito di atterraggio successivamente al lancio e gli investitori dovrebbero fare altrettanto. In base alle indicazioni dei mercati obbligazionari, i tassi di crescita e inflazione potrebbero scendere perfino sotto i livelli pre-pandemia, dando sostegno agli investimenti che generano redditi e ai comparti growth a lungo termine. D’altro canto, la maggiore penetrazione dell’economia digitale, la crescente flessibilità del mercato del lavoro, le mutate funzioni di reazione delle banche centrali e i nuovi approcci alla politica fiscale potrebbero spingere la crescita e l’inflazione sopra i livelli pre-coronavirus, a vantaggio dei titoli ciclici e value. Per una discussione più approfondita su questo tema si veda la Monthly Letter di aprile, «Cambio di percezione».

Come investire nell’attuale contesto?

Primo, consigliamo di approfittare di questo periodo di crescita a due cifre del PIL nominale per puntare in chiave tattica sulle posizioni esposte alle riaperture e alla reflazione, che risultano favorite nel nostro scenario di riferimento e dovrebbero mostrare una buona tenuta anche in caso d’inflazione superiore alle attese. Preferiamo su tutte le azioni del Giappone, della finanza, dell’energia e dei materiali, nonché quelle che beneficiano delle riaperture negli Stati Uniti e in Asia.

Secondo, raccomandiamo di prepararsi alla volatilità in fase di atterraggio diversificando le posizioni a livello di regioni e asset class senza trascurare gli hedge fund, che consentono di rimanere investiti sui mercati a fronte di un rischio direzionale più basso. Uno dei nostri settori preferiti è quello della sanità globale, che presenta caratteristiche sia difensive che growth. Inoltre, gli eventuali picchi di volatilità possono creare l’opportunità di rafforzare l’esposizione al mercato sfruttando strutture di distribuzione alternative potenzialmente redditizie.

Terzo, suggeriamo di abbinare le posizioni tattiche sulle riaperture e sulla reflazione a investimenti strategici nelle aree orientate alla crescita, alla generazione di reddito e alla sostenibilità, che si dimostrerebbero particolarmente validi nel contesto di bassa crescita e bassa inflazione previsto dal mercato obbligazionario. Puntiamo in particolar modo su greentech, abbonamenti digitali e mobilità intelligente.

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