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sabato 28 Maggio 2022

Guerra ucraina, Istat: rischio crescita zero nel primo trimestre

Roma – La guerra in Ucraina avrà una ripercussione pesante sulla crescita del nostro Paese. L’Istat stima un possibile impatto negativo del conflitto in Ucraina sul Pil di 0,7 punti e per il primo trimestre del 2022 “diciamo che è verosimile una variazione molto vicina allo zero”. Lo afferma il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, in un’intervista all’AGI. E non solo c’è anche il rischio che questo nuovo clima di incertezza “possa annullare ogni possibile ripresa” dei progetti di nuove nascite. “Gli effetti sarebbero quelli di giungere a stabilire anche nel 2022 un nuovo record al ribasso della natalità nella storia d’Italia: e sarebbe il decimo record consecutivo”.

“L’Istat – spiega – effettua due volte l’anno una stima sul Prodotto, a giugno e a dicembre. Ed è riferita alla variazione media annua del Pil in termini reali. Non abbiamo un modello a breve. Una prima valutazione degli effetti dello shock dei prezzi energetici l’abbiamo diffusa il 9 marzo scorso ed è stimata con il modello macroeconomico MeMo-It. Mostra che, a parità di altre condizioni, il Pil italiano risulterebbe inferiore di 0,7 punti percentuali rispetto a quello stimato in uno scenario base, dove le quotazioni dei beni energetici fossero rimaste sui livelli di inizio anno. Certamente la crisi in corso non fa ben sperare e, al momento, la crescita del Pil acquisita sull’anno è al 2,3%”. E alla domanda su una valutazione del Pil del primo trimestre 2022, alla luce del nuovo contesto di guerra, “non facciamo stime sui 90 giorni – risponde -. Diciamo che verosimile una variazione molto vicina allo zero”

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