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venerdì 7 Ottobre 2022

Greggio: domanda crescente, offerta disallineata. Le previsioni Opec al 2023

Milano – La domanda globale di petrolio aumenterà di 2,7 mb/g (milioni di barili al giorno) il prossimo anno, sostenuta dalla crescita delle economie emergenti, mentre le forniture al di fuori dell’OPEC aumenteranno di 1,7 milioni al giorno. Benzina e gasolio guideranno la crescita dei consumi. È quanto sostiene l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) nel suo Monthly Oil Market Report, il documento mensile che analizza i trend di mercato, suggerendo quindi che la crisi dell’offerta continuerà, con effetti negativi sulle tasche dei consumatori.

La previsione sulla crescita della domanda mondiale di petrolio nel 2022 rimane invariata rispetto alla valutazione del mese precedente a 3,4 mb/g. L’OPEC stima che la domanda di petrolio nell’OCSE aumenterà di 1,8 mb/g, mentre nei paesi non OCSE crescerà di 1,6 mb/g. La domanda totale di petrolio dovrebbe raggiungere una media di 100,3 mb/g. Il primo trimestre di quest’anno è stato rivisto al rialzo, in un contesto di domanda di petrolio migliore del previsto nei principali paesi consumatori dell’OCSE. Tuttavia, con la ripresa del Covid-19 in Cina e le continue incertezze geopolitiche, la domanda di petrolio nel 2° trimestre è rivista al ribasso.

Per il 2023, la crescita della domanda mondiale di petrolio dovrebbe raggiungere i 2,7 mb/g raggiungendo una media di 103,0 mb/g, con l’OCSE in crescita di 0,6 mb/g e le previsioni di crescita non OCSE di 2,1 mb/g. La domanda di petrolio nel 2023 dovrebbe essere supportata da una performance economica ancora solida nei principali paesi consumatori, nonché da un miglioramento degli sviluppi geopolitici e dal contenimento del Covid-19 in Cina, si legge nel rapporto. Per bilanciare domanda e offerta, l’OPEC dovrebbe fornire una media di 30,1 milioni di barili al giorno nel 2023, ovvero 1,38 milioni in più rispetto a quello che il cartello ha pompato a giugno. Aumentare la produzione non è facile se si considera che alcune nazioni come l’Angola e la Nigeria hanno visto la loro capacità erosa da investimenti insufficienti, mentre la Libia è interessata da disordini politici.

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