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lunedì 30 Gennaio 2023

Goldman Sachs, effetto pandemia finito: via il 6,5% dei dipendenti, peggio del post crack Lehman Brotehrs

Milano – Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo, si appresta ad attuare una delle più grandi riduzioni della forza lavoro della sua storia. Le indiscrezioni di stampa parlano di oltre 3.000 licenziamenti, con più di un terzo di questi che proverrà probabilmente dalle sue divisioni core trading e investment banking. Centinai di posti di lavoro dovrebbero essere ridotti anche nel business consumer di Goldman Sachs, in perdita dopo che la banca ha ridimensionato i piani per l’unità direct-to-consumer Marcus.

Secondo il Financial Times, la banca taglierà fino a 3.200 posti di lavoro entro pochi giorni. I tagli, che rappresentano circa il 6,5% della sua forza lavoro di circa 49.000 dipendenti, sono al di sotto dello scenario peggiore di 3.900 posti di lavoro. Bloomberg ha riferito che Goldman eliminerà circa 3.200 posizioni. Reuters ha scritto che la banca prevede che i tagli di posti di lavoro saranno poco più di 3.000, ma il numero definitivo deve ancora essere determinato.

Sotto la guida dell’attuale amministratore delegato David Solomon, l’organico è aumentato del 34% dalla fine del 2018, con un incremento significativo di personale durante la pandemia di coronavirus. L’ultimo grande taglio della forza lavoro è avvenuto dopo il crollo di Lehman Brothers nel 2008, quando Goldman eliminò più di 3.000 posti di lavoro, o quasi il 10% della sua forza lavoro all’epoca.

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