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lunedì, Settembre 20, 2021

Goldman Sachs, aumento degli stipendi ai profili junior dopo le proteste per “bornout”

Goldman Sachs cede al compromesso. Secondo quanto riporta il Financial Times, a seguito delle lamentale e proteste avanzate dai profili junior, la banca statunitense avrebbe deciso di aumentare gli stipendi del personale più giovane.

In dettaglio, gli analisti guadagneranno da ora uno stipendio base di $ 110.000 nel primo anno di lavoro che salirà a $ 125.000 nel secondo. Coloro che hanno una maggiore anzianità dovrebbero ottenere un aumento a 150.000 dollari. Tali cifre non dovrebbero includere i bonus annuali, che possono arrivare al doppio o il triplo della retribuzione annuale base nelle annate particolarmente positive.

Per il momento Goldman Sachs si sarebbe rifiutata di commentare. Secondo il FT, all’interno della banca si sarebbe svolto un acceso dibattito: alcuni dirigenti senior, infatti, avrebbero sostenuto che l’aumento degli stipendi junior, che sono fissi e non possono essere facilmente ridotti, potrebbe costituire un “precedente pericoloso”.

Ma il colosso finanziario si è trovato abbastanza “con le mani legate”, anche per il timore di perdere il suo personale più promettente e più giovane a favore di società di private equity o aziende tecnologiche, che offrono stipendi comparabili ma soprattutto un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.

La questione del burnout tra i dipendenti più giovani è diventata particolarmente delicata dopo che un gruppo di dipendenti del primo anno ha parlato dell’effetto delle ore estenuanti sulla loro salute mentale. A seguito di un sondaggio (“Working condition survey“) realizzato autonomamente da un piccolo gruppo di analisti neoassunti, nei mesi scorsi era arrivata l’accusa ai vertici di Goldman Sachs di far lavorare 95 ore a settimana (che potevano raggiungere tranquillamente anche le 105 ore), sabato e domenica inclusi.

In realtà il personale junior avrebbe chiesto una riduzione a 80 ore settimanali, ma la banca non sembra aver dato ancora una risposta a questa richiesta.

Goldman Sachs cede al compromesso. Secondo quanto riporta il Financial Times, a seguito delle lamentale e proteste avanzate dai profili junior, la banca statunitense avrebbe deciso di aumentare gli stipendi del personale più giovane.

In dettaglio, gli analisti guadagneranno da ora uno stipendio base di $ 110.000 nel primo anno di lavoro che salirà a $ 125.000 nel secondo. Coloro che hanno una maggiore anzianità dovrebbero ottenere un aumento a 150.000 dollari. Tali cifre non dovrebbero includere i bonus annuali, che possono arrivare al doppio o il triplo della retribuzione annuale base nelle annate particolarmente positive.

Per il momento Goldman Sachs si sarebbe rifiutata di commentare. Secondo il FT, all’interno della banca si sarebbe svolto un acceso dibattito: alcuni dirigenti senior, infatti, avrebbero sostenuto che l’aumento degli stipendi junior, che sono fissi e non possono essere facilmente ridotti, potrebbe costituire un “precedente pericoloso”.

Ma il colosso finanziario si è trovato abbastanza “con le mani legate”, anche per il timore di perdere il suo personale più promettente e più giovane a favore di società di private equity o aziende tecnologiche, che offrono stipendi comparabili ma soprattutto un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.

La questione del burnout tra i dipendenti più giovani è diventata particolarmente delicata dopo che un gruppo di dipendenti del primo anno ha parlato dell’effetto delle ore estenuanti sulla loro salute mentale. A seguito di un sondaggio (“Working condition survey“) realizzato autonomamente da un piccolo gruppo di analisti neoassunti, nei mesi scorsi era arrivata l’accusa ai vertici di Goldman Sachs di far lavorare 95 ore a settimana (che potevano raggiungere tranquillamente anche le 105 ore), sabato e domenica inclusi.

In realtà il personale junior avrebbe chiesto una riduzione a 80 ore settimanali, ma la banca non sembra aver dato ancora una risposta a questa richiesta.

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