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sabato 1 Ottobre 2022

Global tax nel 2023, ma una mini recessione è possibile

Milano – L’Italia ha firmato nel weekend un impegno congiunto con altri 4 paesi dell’area euro – Francia, Germania, Olanda e Spagna – ad attuare dal prossimo anno l’accordo globale sulla tassazione minima delle imprese che era stato raggiunto al livello di G20 e Ocse. L’impegno era stato lanciato nel corso delle riunioni informali di Eurogruppo e Ecofin a Praga e prevede di procedere anche se non si raggiungesse un accordo a livello Ue. “È una leva cruciale per maggiore giustizia tramite una lotta più efficace contro evasione e ottimizzazione fiscale”, recita il documento sottoscritto anche dal nostro ministro dell’Economia, Daniele Franco. “L’inflazione sta colpendo duramente il potere di acquisto dei nostri cittadini, le imprese devono pagare la giusta quota di fardello per alleviare l’impatto dell’attuale crisi energetica globale”. “Se nelle prossime settimane non dovesse essere raggiunta l’unanimità – ha aggiunto Franco – i nostri governi a livello europeo sono pienamente determinati a portare avanti il nostro impegno: siamo pronti a attuare la tassazione minima globale a partire da 2023 con ogni possibile mezzo legale. Siamo anche impegnati a completare il lavoro su una migliore riallocazione dell’imponibile dei profitti delle multinazionali”.

“Secondo le stime – ha sottolineato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando – guadagneremmo 2,7 miliardi l’anno, sottratti ai paradisi fiscali”. Il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, fa comunque sapere che, al momento, nell’Eurogruppo “c’è accordo per un coordinamento degli interventi con l’obiettivo di ridurre l’inflazione”. I ministri delle Finanze dell’area euro si impegnano a intervenire con le politiche di bilancio, facendo leva su misure mirate per attenuare l’impatto dello shock sui prezzi energetici: tuttavia, per ora, le misure restano sul generico. “Siamo consapevoli che c’è un rischio di recessione davanti a noi – ha detto Donohoe -, ma la questione critica è che le ultime previsioni delle Bce e il lavoro della Commissione indicano continue forti performance nel 2022. E anche nelle previsioni che stanno cambiando e in quelle riviste al ribasso il consensus è sempre di crescita più bassa e di recessione che non è inevitabile. Quindi siamo determinati a fare un bilanciamento giusto sulle misure per sostenere la crescita”. Anche il Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni ha parlato di una recessione non inevitabile.

Ammettendo tuttavia che “il rischio sta salendo”, ha ricordato che di fronte all’impennata dell’energia, specialmente nella prospettiva di gravi difficoltà delle utility l’Ue ha aperto una discussione su una possibile nuova proroga del quadro temporaneo di sospensione di alcune regole sugli aiuti di Stato. A fronte del “lavoro vitale della Bce” sul caro vita “i ministri oggi sono consapevoli che dobbiamo ridurre l’inflazione. E mentre la politica monetaria è appropriata, ovviamente sappiamo che ha un impatto su famiglie e imprese” ha detto ancora Donohoe. In realtà – per il governatore della Banque de France, François Villeroy de Galhau – la Francia, ma anche l’Europa, non sarà immune da una recessione, seppur “limitata, il prossimo anno. “Le economie europee e francese si confronteranno il prossimo anno ad un rallentamento significativo e non possiamo escludere una recessione limitata” ha dichiarato, ricordando che l’inflazione nella zona euro dovrebbe rimanere elevata l’anno prossimo e dovrebbe essere riportata intorno al 2% entro il 2024.

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