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sabato 26 Novembre 2022

Gli hedge fund scommettono contro l’Italia, maxi posizione ribassista su Btp

Milano – Gli hedge fund scommettono contro l’Italia, considerando l’esposizione del paese alla crisi energetica europea e in vista delle elezioni del 25 settembre e dell’instabilità che potrebbe seguire, anche per le posizioni più euroscettiche dei partiti di destra in vantaggio nei sondaggi. I fondi speculativi hanno creato la più grande scommessa ribassista sui i titoli di stato italiani dalla crisi finanziaria globale. Il valore totale delle obbligazioni italiane prese in prestito dagli investitori per scommettere su un calo dei prezzi ha raggiunto il livello più alto da gennaio 2008 ad agosto, a oltre 39 miliardi di euro, secondo i dati di S&P Global Market Intelligence riportati dal Financial Times.

“È il paese più esposto in termini di ciò che accade ai prezzi del gas e la politica è impegnativa”, ha detto al giornale britannico Mark Dowding, chief investment officer di BlueBay Asset Management, che gestisce circa 106 miliardi di dollari di asset. La società d’investimento sta vendendo allo scoperto obbligazioni italiane a 10 anni utilizzando derivati noti come futures. Secondo il CIO, lo strumento anti-frammentazione messo a punto negli scorsi mesi dalla BCE (il cosiddetto TPI), non va considerato come un deterrente per piazzare una scommessa ribassista. “La BCE non può semplicemente acquistare l’Italia”, ha affermato, aggiungendo che una tale mossa fungerebbe da segnale che la banca centrale europea fornirà supporto ai paesi privi di restrizioni fiscali.

In questo contesto, il rendimento del BTP decennale italiano scambia a 3,58%, in ribasso di 8 punti base in una giornata di moderazione per tutti i benchmark dell’Eurozona. Lo spread con la Germania diminuisce leggermente a 226 punti base, dopo che nelle ultime due sedute era salito ai massimi da fine luglio. Una certa preoccupazione per la percezione dell’Italia all’estero, una volta che si sarà insediato il nuovo governo, è stata anche espressa ieri da Mario Draghi. “La credibilità interna devo andare di pari passo con la credibilità internazionale”, ha detto durante l’intervento al meeting di CL a Rimini, ricordando che l’Italia ha “un debito pubblico detenuto per oltre il 25% da investitori esteri e che migliaia di aziende straniere si riforniscono dalle nostre imprese, fanno i loro ordini o impiegano i loro capitali in Italia e contribuiscono alla crescita all’occupazione al bilancio pubblico”.

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