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lunedì 30 Gennaio 2023

Giappone: la banca centrale corregge a sorpresa la politica dei rendimenti, yen in forte rialzo

Tokyo – La Banca del Giappone (BoJ) ha sorpreso i mercati con una significativa revisione dei valori di riferimento dei tassi di interesse, spingendo lo yen ad un forte rialzo e innescando un calo dei titoli azionari. La banca centrale consentirà ai tassi di interesse sulle obbligazioni decennali giapponesi di oscillare di 50 punti base in entrambe le direzioni rispetto all’obiettivo ufficiale dello zero per cento: un raddoppio del precedente margine obiettivo di 25 punti base, che ha colto completamente alla sprovvista economisti e investitori. “Dall’inizio della primavera di quest’anno, la volatilità sui mercati finanziari esteri e sui mercati del capitale è aumentata, e questo ha influenzato significativamente questi mercati in Giappone”, afferma una nota della banca centrale. “Se queste condizioni di mercato persisteranno, potrebbero esercitare un impatto negativo sulle condizioni finanziarie, come le condizioni di emissione delle obbligazioni aziendali”. La BoJ ha spiegato di aver “deciso di modificare la condotta della curva di controllo dei rendimenti per migliorare il funzionamento del mercato e incoraggiare una formazione più fluida dell’intera curva dei rendimento, mantenendo al contempo condizioni finanziarie accomodanti”. L’annuncio della banca centrale ha innescato un calo del 2,55 per cento dell’indice di riferimento Nikkei, e ha spinto lo yen da 137 a 133 sul dollaro.

Lo yen aveva già registrato un significativo rialzo ieri mattina, sull’onda di indiscrezioni secondo cui il governo giapponese potrebbe rivedere a breve la dichiarazione congiunta con la banca centrale di quel Paese che vincola a perseguire il più rapidamente possibile l’obiettivo di inflazione del 2 per cento. La valuta giapponese ha guadagnato lo 0,34 per cento sul dollaro a 136,24. Secondo fonti citate dalla stampa giapponese, il governo potrebbe rivedere la propria politica in materia di inflazione il prossimo anno. La scorsa settimana Mana Nakazora, chief credit strategist di Bnp Paribas Japan, ha sollecitato la Banca del Giappone (BoJ) ad aggiustare le proprie politiche per guadagnare maggior flessibilità nell’aggiustamento dei tassi di riferimento, anziché concentrare interamente la propria attenzione sulle misure straordinarie di stimolo. Nakazora, che è anche membro della commissione del ministero del Commercio giapponese incaricata di studiare l’afflusso di investimenti nelle energie pulite, è ritenuta una dei potenziali candidati al ruolo di vice governatore della BoJ dal prossimo aprile, quando scadrà il mandato dell’attuale dirigenza. Nakazora ha affermato che il governo e la banca centrale dovrebbero rivedere la dichiarazione congiunta firmata nel 2013, in cui la BoJ si impegna a conseguire un tasso di inflazione del 2 per cento “il più presto possibile” tramite politiche monetarie ultra-espansive. Secondo l’economista, “la BoJ dovrebbe cambiare la formulazione per darsi maggior margine di manovra” nell’aggiustamento dei tassi sulla base degli sviluppi interni e internazionali.

La Banca del Giappone (BoJ) decreterà un cambio di passo nella propria politica monetaria ultra-espansiva, iniziando a limitarne la portata. E’ la previsione formulata dalla maggior parte degli economisti consultati dal quotidiano “Nikkei”, secondo cui tale svolta da parte della banca centrale giapponese – l’unica tra le maggiori banche di emissione del globo ad aver insistito sulla via del quantitative easing nonostante le pressioni degli investitori sullo yen – potrebbe concretizzarsi entro la prima metà del prossimo anno. L’indirizzo e le tempistiche della prossima iniziativa della BoJ è oggetto di inusuale attenzione, anche in vista della scadenza del secondo mandato del suo governatore, Haruhiko Kuroda, che ad aprile concluderà una gestione decennale segnata da una lunga stagione di politiche fortemente espansive. A dispetto dei timori legati alla debole crescita della terza economia mondiale, la Banca del Giappone deve fare i conti con un aumento del tasso di inflazione ai massimi da 40 anni, legato in parte proprio alla svalutazione della valuta nazionale.

Il vicegovernatore della Banca del Giappone (BoJ) Hiroshi Nakaso, ha dichiarato all’inizio di dicembre che le banche centrali dovrebbero iniziare a revocare progressivamente le misure emergenziali di sostegno varate in risposta alle crisi finanziarie per scongiurare “rischi morali” sul mercato. “La gestione delle crisi crea (…) rischi morali artificiali”, ha avvertito il funzionario, aggiungendo che tali misure “non dovrebbero essere permanenti”. Nakaso, ritenuto uno tra i principali candidati alla successione dell’attuale governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, ha anche aggiunto che per la banca centrale giapponese sarà più facile superare le politiche monetarie ultra-espansive una volta che il potenziale di crescita della terza economia mondiale sarà aumentato. Il governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda, ha escluso un nuovo mandato al vertice della banca centrale, spiegando di non essere interessato a guidare l’istituto per altri cinque anni: “Il prossimo aprile saranno trascorsi 10 anni dalla mia nomina a governatore. Personalmente, non ho alcun desiderio di essere riconfermato” nell’incarico, ha dichiarato il banchiere centrale durante una audizione parlamentare all’inizio di questo mese. Il governatore della BoJ viene nominato per un periodo di cinque anni dal primo ministro, ma la nomina necessita dell’approvazione parlamentare. Il capo del governo, Fumio Kishida, non ha ancora fornito indicazioni in merito al possibile successore di Kuroda

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