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sabato 28 Gennaio 2023

Gestori patrimoniali europei, afflussi netti in lieve calo nel 2023

Milano – È probabile che gli afflussi netti dei gestori patrimoniali europei diminuiscano nel 2023 poiché l’inflazione comprime il reddito disponibile. Tuttavia, il calo dovrebbe essere modesto poiché la maggior parte dei clienti ha un reddito disponibile piuttosto elevato, che non sarà significativamente eroso dall’aumento del costo della vita. Lo afferma Fitch Ratings in un nuovo report sul tema, sottolineando che i gestori patrimoniali beneficiano di asset under management o Assets under administration (AUM/AUA) resilienti, margini di profitto solidi e bassa leva finanziaria.

L’EBITDA ricorrente, escluse le commissioni di performance, dovrebbe contrarsi nel 2023 a causa degli effetti di mercato negativi sull’AUM e dei minori afflussi netti. “Il grado di contrazione sarà influenzato dalla struttura dei costi di distribuzione – si legge nell’analisi – Le aziende che utilizzano reti di distribuzione di terze parti o modelli di consulenti interni in cui i costi di distribuzione sono collegati ai volumi di AUM saranno probabilmente meno colpite, mentre quelle che impiegano direttamente gestori di relazione potrebbero dover affrontare un aumento dei costi salariali nonostante il calo delle commissioni di gestione”.

Secondo Fitch, i tassi di interesse più elevati non aumentano significativamente i rischi di rifinanziamento per i gestori patrimoniali europei. Le imprese con rating hanno esigenze di finanziamento limitate a causa del loro basso utilizzo del bilancio. Per le banche, l’utilizzo è generalmente ben al di sotto del volume dei depositi dei clienti; per altre imprese è generalmente ben al di sotto delle loro disponibilità liquide. Per i gestori patrimoniali che accettano depositi, tassi di interesse più elevati dovrebbero supportare i guadagni poiché i depositi dei clienti sono raramente remunerati.

Le Reti di consulenti finanziari, intanto, chiudono i primi nove mesi dell’anno con un segno meno (-18,8%) in termini di raccolta che si attesta a 33,2 miliardi di euro, un dato che risulta però il secondo migliore di sempre realizzato nei primi nove mesi dell’anno. “Stiamo affrontando una nuova fase di grande difficoltà tra tensioni geopolitiche, inflazione e politiche monetarie restrittive. L’onda d’urto subita dai mercati finanziari è stata particolarmente impattante ma, pur in presenza di alti livelli di volatilità, i risultati ottenuti grazie all’efficienza del nostro sistema e alla professionalità dei consulenti finanziari si confermano solidi e ci rendono fiduciosi e ottimisti nell’affrontare la parte conclusiva dell’anno” ha dichiarato Paolo Molesini, Presidente dell’Associazione, venerdì scorso alla pubblicazione della nuova trimestrale.

L’80,4% della raccolta coinvolge strumenti finanziari e prodotti assicurativi/previdenziali. per un valore totale investito di 12,8 miliardi di euro, in calo del 58% su anno, mentre i volumi di raccolta realizzati sugli strumenti finanziari amministrati risultano più che quintuplicati (+443,2%) e pari a 13,9 miliardi. La liquidità netta posizionata su conti correnti e depositi, con 6,5 miliardi di euro, diminuisce del 17,2%. Il patrimonio del portafoglio dei clienti delle Reti si attesta a 725,4 miliardi, in contrazione del 4,1% su anno e dello 0,9% su trimestre. Da inizio anno sono circa 206 mila i nuovi clienti delle Reti; il numero di clienti seguiti dai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori supera così la soglia dei 4,9 milioni (+2,4%).

Le risorse nette investite, nel corso del trimestre, in prodotti del risparmio gestito ammontano a 3,1 miliardi e rappresentano il 36,5% dei volumi totali. La raccolta netta diretta in quote di OICR aperti è positiva per 615 milioni di euro. Il bilancio trimestrale è positivo anche per i fondi chiusi mobiliari e pari a 250 milioni di euro I volumi netti realizzati sulle gestioni patrimoniali individuali si attestano a 1,1 miliardi di euro. Il flusso netto di risorse indirizzato sul comparto assicurativo è pari a 932 milioni di euro, in particolare le unit linked (709 milioni) e le polizze multiramo (477 milioni) mentre si conferma negativo il saldo per le polizze vita tradizionali (-254 milioni). La raccolta netta realizzata, tra luglio e settembre, sui prodotti finanziari amministrati ammonta a 3,7 miliardi.

La raccolta delle Reti di consulenza ad ottobre si attesta a circa 3,7 miliardi di euro. Il risultato mensile risulta in crescita del 32,6% rispetto al mese precedente (2,8 miliardi) ed in flessione del 35,8% su base annua. E’ quanto emerge dai dati mensili pubblicati da Assoreti. Le risorse si concentrano soprattutto sugli strumenti finanziari amministrati, sui quali vengono investite risorse nette per 4,1 miliardi di euro; gli acquisti coinvolgono tutte le tipologie di prodotto, con la decisa preferenza per i titoli a reddito fisso. Il bilancio mensile per i prodotti del risparmio gestito invece è negativo per 45 milioni di euro; la raccolta su gestioni individuali e unit linked compensa solo in parte le uscite dai fondi comuni di investimento e dalle polizze vita tradizionali.

Gli investimenti netti sulla componente azionaria, tra titoli e gestioni collettive e individuali, sono positivi per 824 milioni. Il saldo delle movimentazioni su conti correnti e depositi è negativo per 394 milioni. Da inizio anno la raccolta netta raggiunge i 36,9 miliardi di euro; risparmio gestito e strumenti finanziari amministrati contribuiscono per l’83,5%. Il numero dei clienti sale a 4,931 milioni (+12 mila unità m/m). “La capacità del consulente di comprendere le esigenze dei clienti e attenuarne i timori, specialmente in periodi di volatilità come quello attuale, trova rappresentazione in questi risultati. Risultati che offrono un quadro sicuramente differente rispetto a pochi mesi fa ma che proprio in questa disomogeneità sono la prova della capacità delle Reti di assistere le famiglie in un percorso adeguato rispetto al periodo, agendo sempre nel loro interesse”, afferma Marco Tofanelli, Segretario Generale dell’Associazione.

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