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lunedì 5 Dicembre 2022

Gazprom, non solo Italia: gli ultimi rubinetti chiusi sul fronte occidentale

Roma – Si spengono mano a mano le lucine del gas russo sul monitor del vecchio continente. La guerra del gas con Mosca è ormai entrata nel vivo e vede emergere via via con maggiore chiarezza la strategia del Cremlino: intrappolare l’Europa in una spirale fatta di prezzi alle stelle e approvvigionamenti sempre più a singhiozzo. La Francia non riceve più gas russo via gasdotto dal 15 giugno ma la società Grtgaz, che gestisce la rete di distribuzione del gas, ha comunque fatto sapere che le riserve francesi di gas sono piene al 56 per cento, contro il 50 per cento abituale. Anche questa interruzione è stata provocata dal fatto che ultimamente Gazprom ha ridotto gli approvvigionamenti all’Europa, in particolare alla Germania attraverso il gasdotto Nord Stream 1.

Dopo aver già chiuso del tutto i rubinetti a Polonia, Bulgaria, Finlandia e Austria, la mezza avvitata al 50% rispetto ai volumi stipulati per contratto – oltre all’Italia – è stata data pure alla Slovacchia, ma anche la società energetica Sppe afferma che l’approvvigionamento di gas del Paese non è in pericolo: ha infatti ricordato che è stato siglato un contratto per la fornitura di gas dal Mare del Nord e che gas naturale liquefatto (Gnl) da una nave gasiera è stato scaricato in Croazia ed è diretto in Slovacchia. Secondo l’Ad di Spp, la situazione delle forniture di gas in Europa si placherà verso la metà del 2023 e il prossimo inverno non dovrebbe essere problematico.

Solo da noi lo stop desta tanta ansia? L’Italia valuta l’allarme, il ministero della Transizione ecologica monitora i flussi, riunione in settimana il governo terrà una riunione per decidere la possibili contromosse. Il costo del metano alla borsa di Amsterdam è balzato del 43% in una settimana, passando da 82,5 a 117,74 euro, con un picco di 134 euro al MWh registrato dopo i nuovi tagli resi noti dai russi. Il trend potrebbe peggiorare e sulla tenuta degli stoccaggi comuni in vista dell’inverno ma pare che, delle capitali europee, solo a Roma cominci a pendere un minaccioso punto interrogativo.

Intanto la compagnia energetica russa Gazprom ha fatto sapere che sospenderà le forniture di gas anche attraverso le due condotte del Turkish Stream, dal 21 al 28 giugno, sempre per presunti per lavori di manutenzione ma, in questo caso, il blocco sembrerebbe solo temporaneo e soprattutto preventivamente concordato da tutte le parti interessate. Il Turkish Stream è un gasdotto che dalla Russia trasporta gas alla Turchia attraverso il Mar Nero e ha una capacità di progetto di 31,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

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