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lunedì 8 Agosto 2022

Gazprom getta la maschera: è la guerra a tagliare il gas, non la manutenzione

Bruxelles – “Stiamo lavorando su tutti gli scenari possibili per quanto riguarda la fornitura di gas, e il peggiore tra questi è l’interruzione totale della fornitura”. Lo ha reso noto il portavoce della Commissione europea per l’energia, Tim McPhie. “E’ impossibile per noi prevedere cosa farà Gazprom. Dodici Paesi hanno subito interruzione di fornitura da un giorno all’altro. Quello che farà domani Gazprom è una scommessa ma certamente noi ci prepariamo per lo scenario peggiore”, ha aggiunto il portavoce Eric Mamer. Gazprom ha dichiarato infatti “cause di forza maggiore” per lo stop alle forniture di gas all’Europa. La comunicazione, secondo quanto scrive la Reuters, è contenuta in una lettera inviata dal colosso energetico russo, che Rwe, il più grande produttore tedesco di energia e importatore di gas russo, ha confermato di aver ricevuto. “Vi preghiamo di comprendere che non possiamo commentare i suoi dettagli o la nostra opinione legale”.

Nella missiva si afferma che Gazprom non ha potuto adempiere ai propri obblighi di fornitura a causa di circostanze “straordinarie” al di fuori del suo controllo. Il riferimento alla guerra con l’Ucraina, e non alle presunte manutenzioni del gasdotto North Stream, appare piu’ che evidente. La società ha affermato che la misura di forza maggiore è entrata in vigore in maniera retroattiva dalle consegne a partire dal 14 giugno. Dunque la scusa della manutenzione, che dovrebbe ultimarsi comunque il 21 luglio, mette solo al riparo Gazprom dal pagamento di penali per le forniture interrotte per ben altri motivi bellici. Già il 14 giugno, Gazprom aveva ridotto la capacità del gasdotto al 40%, citando il ritardo di una turbina mantenuta in Canada dal fornitore di apparecchiature Siemens Energy. Il Canada ha inviato la turbina per il gasdotto Nord Stream in Germania in aereo il 17 luglio dopo la riparazione i lavori.

Ci vorrà un’altra settimana prima che la turbina raggiunga la Russia. Un portavoce del ministero ha affermato che si trattava di un pezzo di ricambio che doveva essere utilizzato solo da settembre, il che significa che la sua assenza non poteva essere il vero motivo della caduta dei flussi di gas prima della manutenzione. “La Germania dovrà pagare di più per l’energia, alcuni settori della loro industria manifatturiera e il costo della vita in generale subiranno un colpo. Se la loro economia subirà un colpo, ciò si estenderà all’intera zona euro”, ha affermato David Madden, analista di mercato presso Equiti Capital.

L’analisi della Commissione Ue fa un focus proprio sulla Germania dove gli effetti dello stop alle forniture del gas russo potrebbero essere più contenuti ma comunque avere “impatti economici notevoli” nel caso di incertezza dei canali di approvvigionamento. Le stime dell’Fmi, invece, suggeriscono che tali impatti raggiungerebbero il picco l’anno prossimo, con “un aumento dei prezzi del gas all’ingrosso che potrebbe far aumentare significativamente l’inflazione”, per poi svanire quando le forniture di gas alternative saranno pienamente disponibili. “Le simulazioni illustrano anche che il risparmio volontario da parte degli utenti potrebbe ridurre le perdite economiche di un terzo e un piano di razionamento ben organizzato, che ad esempio consenta agli utenti a valle e alle industrie ad alta intensità di gas di sopportare di più le carenze, potrebbe ridurle fino a tre quinti”, conclude il report.

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