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domenica 22 Maggio 2022

Gazprom: più Cina meno Ue, valzer dell’export di gas

Mosca – L’esportazione di gas russo in Cina attraverso il gasdotto Power of Siberia ha registrato un aumento, tra gennaio e aprile, di quasi il 60 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo ha riferito la società russa Gazprom attraverso Telegram. “Le esportazioni di gas verso la Cina attraverso il gasdotto Power of Siberia stanno crescendo nell’ambito di un contratto bilaterale a lungo termine tra Gazprom e Cnpc. Il volume delle consegne nei primi quattro mesi del 2022 supera lo stesso periodo dell’anno scorso di quasi il 60 per cento”, ha precisato la società russa. Le consegne di gas attraverso Power of Siberia sono iniziate alla fine del 2019 e nel 2020 sono state pari a 4,1 miliardi di metri cubi.

Sul lungo periodo Gazprom prevede di aumentare annualmente il volume delle consegne fino a raggiungere la capacità annuale di 38 miliardi di metri cubi entro il 2025. Tenuto conto del nuovo accordo, firmato a febbraio, la capacità totale di consegne in Cina attraverso la rotta “Far East” potrebbe raggiungere i 48 miliardi di metri cubi l’anno. E’ inoltre in fase di elaborazione il progetto Power of Siberia 2, che prevede la costruzione di un gasdotto verso la Cina attraverso il territorio della Mongolia. La sua capacità, secondo i piani di Gazprom, sarà di 50 miliardi di metri cubi all’anno.

Le consegne di gas russo ai paesi dell’Ue e alla Turchia, invece, sono scese bruscamente tra gennaio e aprile rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre quelle alla Cina sono salite. Lo rende noto Gazprom. “Le esportazioni verso i paesi non Csi (Ue e Turchia) sono state di 50,1 miliardi di metri cubi, il 26,9% in meno rispetto allo stesso periodo del 2021”, afferma il gruppo russo controllato dallo stato in una nota, senza fornire spiegazioni. Gazprom aggiunge che continuerà a fornire gas “nel pieno rispetto degli obblighi contrattuali”. Nello stesso periodo, il gigante del gas afferma che la sua produzione è scesa del 2,5% su base annua a 175,4 miliardi di metri cubi. Anche le consegne al mercato interno sono diminuite, del 3,7%, “principalmente a causa del caldo di febbraio”.

Gazprom prosegue spiegando che le riserve di gas nei depositi sotterranei europei erano di 6,9 miliardi di metri cubi. “Per raggiungere l’obiettivo dell’Ue di riempire gli impianti di stoccaggio al 90%, le compagnie dovranno pompare altri 56 miliardi di metri cubi di gas”, spiega Gazprom. “La ricostituzione delle riserve di gas negli impianti sotterranei in Europa è una sfida molto seria”, dice il gruppo, sottolineando che la capacità di consegna giornaliera ha limiti tecnici e che “la quantità totale di gas disponibile sul mercato europeo dipende fortemente dalla domanda del crescente mercato asiatico”.

I prezzi dell’energia stanno salendo vertiginosamente in Europa. Nel 2021, Gazprom ha registrato un utile netto record, aumentato di tredici volte su base annua a 2.159 miliardi di rubli (quasi 28 miliardi di euro ai tassi attuali), spinto dalla forte crescita della domanda di idrocarburi. Il colosso russo Gazprom ha dichiarato che sono proseguite le forniture di gas naturale all’Europa attraverso l’Ucraina, in linea con le richieste dei consumatori europei. La domanda si è attestata oggi a 97,2 milioni di metri cubi (mc), rispetto ai 71,7 milioni di ieri.

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