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martedì 6 Dicembre 2022

Gazprom, -15% di gas all’Italia: prosegue la caccia ad altri fornitori

Roma – Gazprom ha comunicato a Eni la riduzione del flusso di gas verso l’Italia del 15% per la giornata di oggi. Le ragioni non sono state rese note dal colosso petrolifero russo controllato dal governo, mentre la società italiana ha fatto sapere che si tratta di “una riduzione limitata”, aggiungendo che “i motivi di questa riduzione non sono stati comunicati in questa fase” e che “sta costantemente monitorando la situazione”. Ieri Gazprom aveva reso noto che la capacità di fornire gas all’Europa attraverso il gasdotto Nord Stream 1 sarebbe stata limitata a 100 milioni di metri cubi (mcm) al giorno a causa di ritardi nei lavori di riparazione.

Il gasdotto, che va dalla Russia alla Germania attraversando il Mar Baltico, di solito può trasportare 167 milioni di metri cubi, ha detto la società russa, spiegando che la causa della ridotta capacità è stato il ritardo della società tedesca Siemens nel restituire l’attrezzatura che era stata inviata per la riparazione. “Non c’è alcuna indicazione al momento di rischi sulle forniture energetiche”, ha detto Tim McPhie, portavoce della Commissione europea, quando è stato interpellato sui possibili effetti delle riduzioni di gas annunciate da Gazprom ieri sul Nord Stream 1 e oggi sui flussi diretti a Eni. Pochi giorni fa l’AD del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, aveva detto che gli stoccaggi stavano procedendo, anche se i prezzi li stavano rallentando un po’. “Siamo un pochino più avanti della media europea, forse un pochino più indietro di quello che eravamo abituati a fare”, aveva detto.

Il prezzo dei contratti futures del gas TTF, utilizzati dagli operatori come benchmark per il mercato europeo, mostra un rialzo del 4,2% a 101 euro/MWh alle 13.05 ora italiana, rispetto alla chiusura a quota 97 euro/MWh della seduta di ieri. Intanto, nella giornata odierna Unione europea, Israele ed Egitto hanno firmato un memorandum d’intesa per incrementare le esportazioni di gas del Mediterraneo orientale verso l’Europa. “Stiamo diversificando completamente la nostra fornitura di energia staccandoci dai carburanti fossili russi e andando verso altri fornitori affidabili”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la cerimonia di firma del MoU. La politica non ha fornito alcuna cifra su queste future forniture, indicando solo “l’obiettivo di produrre energia per i consumatori più abbondante, affidabile e conveniente”.

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