22.6 C
Milano
venerdì 7 Ottobre 2022

Gas: von der Leyen fredda i prezzi alla Borsa di Amsterdam, ma non le bollette

Amsterdam – Il gas è capitolato ieri sul mercato di Amsterdam, dopo aver cavalcato la speculazione di uno stop alle forniture dalla Russia. La scorsa settimana i contratti future sul gas TTF, trattati sulla piazza olandese, la borsa di riferimento in Europa per il gas, avevano raggiunto nuovi record storici ed anche stamattina tale massimo era stato aggiornato a 339 euro per megawattora. Poi le quotazioni si sono raffreddate, dopo che la numero uno della commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un vertice sul gas il prossimo 9 settembre e dopo che alcuni paesi scettici sembrano più propensi alla fissazione di un price cap (tetto al prezzo).

Il future sul gas per consegna settembre ha chiuso così a 282 euro per Mwh in calo del 16,8% rispetto alla chiusura di venerdì scorso dopo aver toccato minimi di 268 euro. Un movimento di correzione che dovrà essere verificato oggi, quando riaprirà la Borsa di Londra, oggi chiusa per festività nazionale. Frattanto, la Presidente della UE ha ammesso che l’attuale movimento die prezzi del gas e dell’elettricità sta rivelando i limiti del sistema ed ha promesso una riforma “strutturale” in aggiunta alle misure per limitare la recente impennata dei prezzi, Fra le proposte in ballo quella italiana di fissare un “tetto” (price cap) e sganciare il prezzo dell’elettricità da quello del gas. Per l’imposizione di un price cap sembrano ora propense anche Austria e Germania.

Anche sui mercati asiatici i prezzi del gas naturale liquefatto (Gnl), in particolare, hanno segnato nuovi massimi record negli ultimi giorni per effetto dei massicci acquisti effettuati da Giappone e Corea del Sud, impegnati ad accumulare scorte in vista dei mesi invernali. Alla fine di luglio i prezzi spot del Gnl in Asia si aggiravano tra 42 e 43 dollari per milione di Btu: ora ce ne vogliono una quindicina in più, un aumento considerevole rispetto all’inizio del terzo trimestre. Corea del Sud e Giappone sono due tra i maggiori acquirenti regionali di idrocarburi, e le attuali dinamiche di prezzo rialziste sono problematiche anche per Singapore, che dipende dalle importazioni per la quasi totalità del suo fabbisogno di Gnl.

In Italia resta aperto il problema delle famiglie con redditi appena più alti e soprattutto quello delle imprese: “Purtroppo sì. Rischiamo di avere bollette insostenibili – ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti -. Il problema nasce da prima della guerra, ma la guerra l’ha esasperato. Per moltissime imprese italiane sta venendo meno la convenienza a riaprire”. Serpeggia la tentazione di cedere sulle sanzioni alla Russia per riavere prezzi dell’energia accessibili: “Va capito il contesto. Abbiamo dichiarato una guerra commerciale alla Russia con le sanzioni, usando meccanismi economici con un obiettivo politico sacrosanto: difendere la libertà. Intanto però, di fronte alla risposta russa alle nostre sanzioni, continuiamo a usare meccanismi strettamente di mercato. Non capiamo che quei meccanismi sono utili in tempo di pace, ma falliscono in tempo di guerra”.

“Lenin – ricorda il ministro – diceva: i capitalisti ci venderanno la corda a cui li impiccheremo. Oggi il prezzo del gas è legato al Ttf di Amsterdam, un piccolo mercato speculativo che Vladimir Putin si diverte a far impazzire. Questo è un finto sistema di mercato, così come lo è l’ostinazione in Europa nel tenere il prezzo dell’elettricità agganciato a quello del gas benché tanta energia elettrica sia prodotta da altre fonti molto meno costose. Questi sono sistemi concepiti per funzionare in tempo di pace, non di guerra. Perciò l’Italia chiede un tetto europeo al prezzo del gas e di sganciare quest’ultimo dalle tariffe elettriche. Sul tetto – osserva infine Giorgetti – sono pessimista. L’atteggiamento contrario di Germania e Olanda, benché ingiustificabile, non cambia. Invece ci sono aperture da parte tedesca per liberare i prezzi dell’elettricità da rinnovabili, molto più bassi, da quelli del gas. Ne ho parlato di recente anche con Robert Habeck, il ministro dell’Economia di Berlino. Mi pare ci si possa lavorare”.

Latest News