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sabato 1 Ottobre 2022

Gas senza freni, Italia seconda in Ue per stoccaggi: inverno senza razionamenti

Milano – Tensione fin dai primi scambi ad Amsterdam per il future sul gas naturale. Il contratto è sempre sui massimi e ritocca il suo record toccando in apertura i 302 euro al megawattora. Dopo poco meno di un’ora di scambi resta poco sotto i massimi a 299,75 euro, comunque a livelli altissimi. Il governo è a lavoro sul piano di risparmi energetici: avrà un’intensità crescente legata alla quantità di gas che potrebbe venire a mancare ma – almeno al momento – non sono previsti drastici razionamenti nè imposizioni sui consumi domestici. Ai cittadini sarà però suggerito, attraverso una diffusa campagna pubblicitaria, che partirà a settembre, di fare attenzione ai consumi. Al momento l’inverno sembra messo al riparo. Le importazioni dalla Russia valevano circa il 40% del fabbisogno: ora circa la metà. La buona notizia è che gli stoccaggi proseguono a buon ritmo superando la soglia dell’80%.

Secondo quanto si apprende da fonti tecniche si è superata questa quota anche se la piattaforma europea, che certifica il dato con un paio di giorni di ritardo, segnava ieri mattina (mercoledì) in 154,6 TWh la quantità di gas iniettata, pari al 79,92% della capacità complessiva. In Europa sono stati immagazzinati 854,56 TWh con un indice medio di riempimento del 77,74%. Germania in testa per gas immagazzinato con 196,82 TWh, un indice di riempimento dell’80,65% e una media giornaliera di stoccaggi pari allo 0,51%.

Seguono l’Italia a ridosso dei 155 TWh, calcolati in base a una media di riempimento giornaliera pari allo 0,21%, e la Francia, che dispone di scorte per 118,2 TWh di metano, un indice di riempimento che sfiora il 90% all’89,81% e una media giornaliera di riempimento pari allo 0,3%. Il più alto indice di stoccaggio si registra in Polonia, con il 99,57% per 36,25 TWh di scorte. Subito dopo la Danimarca con il 93,55% di scorte nei magazzini per un totale di 8,63 TWh. Sopra all’80%, anche Belgio (84,92% a 7,38 TWh) e Repubblica Ceca (81,54% a 35,69 TWh). Fuori dall’Ue, immagazzinando 10,48 TWh di gas naturale, il Regno Unito ha completato le scorte (100%).

Altri Paesi europei stanno tuttavia correndo ai ripari. La Francia, ad esempio, unificherà le regole che vietano la pubblicità luminosa tra l’una e le sei del mattino e introdurrà a livello nazionale il divieto di lasciare aperte le porte delle attività commerciali riscaldate o climatizzate. Il provvedimento non dovrebbe riguardare però stazioni ed aeroporti. Monumenti storici spenti di sera e una temperatura che non superi i 19 gradi negli edifici pubblici e negli uffici durante la giornata: questa la stretta varata dal consiglio di gabinetto di Olaf Scholz, in Germania, mentre non si esclude la possibilità di arrivare al razionamento delle docce, in caso – ovviamente – di una grave interruzione dell’approvvigionamento. Non lo ha escluso il senatore Jens Kerstan: in caso di “una grave carenza di gas, l’acqua calda potrebbe essere resa disponibile solo in determinate ore del giorno”.

Intanto, è notizia ormai nota che il gas in Germania costerà più caro. “Un passo difficile ma necessario”. Con queste parole il ministro tedesco dell’Economia, Robert Habeck ha commentato l’introduzione di una tassa sul gas che andrà a gravare sulle tasche dei consumatori tedeschi e anche delle imprese. Il supplemento di costo applicato a tutti i consumatori sarà pari a 2,419 centesimi per kilowattora e imposto a partire dal primo ottobre. Resterà in vigore fino all’aprile 2024, con l’obiettivo di aiutare Uniper – il principale importatore di gas russo del Paese – e altri importatori a far fronte all’impennata dei prezzi.

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