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domenica 22 Maggio 2022

Gas russo: anche Finlandia a rischio stop, Est Europa e Germania in trincea

Mosca – La Russia potrebbe tagliare le fornitura di gas al Paese scandinavo già a partire da oggi come contromisura all’annuncio delle autorità di Helsinki di richiedere ufficialmente l’adesione alla Nato. Lo rivela il quotidiano finlandese “Iltalehti”, citando fonti politiche che sarebbero al corrente della decisione di Mosca che comporterebbe gravi problemi, soprattutto al comparto alimentare nazionale. Secondo il quotidiano, in precedenza si è pensato che la Russia potrebbe interrompere le forniture di gas alla Finlandia il 23 maggio, data in cui è previsto il prossimo pagamento da parte di Helsinki. Pagamento che Mosca pretende avvenga in rubli. Le autorità al momento non intendono commentare questo tipo di scenario in attesa di vedere se la fornitura di gas verrà effettivamente interrotta.

La Bulgaria, già tagliata fuori dai rifornimenti, riceverà gas naturale liquefatto (Gnl) dagli Stati Uniti a giugno. Lo ha dichiarato il premier Kiril Petkov aggiungendo che Sofia riceverà il gas “a prezzi inferiori e senza l’aiuto di intermediari”. Secondo il primo ministro è previsto l’arrivo di due navi cariche di Gnl nel mese di giugno. Il gas naturale liquefatto raggiungerà il sistema di trasporto della Bulgaria dalla Grecia o dalla Turchia, ha aggiunto il premier. Nei prossimi giorni verranno firmati i contratti per questi primi carichi. “Il prezzo del gas delle prime due navi sarà leggermente inferiore a quello di Gazprom, ma spero che il margine di prezzo sia una percentuale a due cifre nel contratto a lungo termine”, ha osservato Petkov.Il mercato del gas naturale è stato manipolato dalla società statale russa Gazprom.

Il ministro dell’Energia romeno, Virgil Popescu, ha dichiarato dal canto suo che “finché l’Europa dipenderà dal gas russo, i prezzi non torneranno al livello del 2021. E’ una cosa mai vista. Il prezzo del gas è aumentato dell’85 per cento. La crescita è iniziata nell’ultima fase dello scorso anno, da settembre. Improvvisamente il gas russo ha cominciato a salire, condizionando l’intero mercato. Io ho sempre detto che questo non è stato certamente un caso, il fatto che i russi abbiano ridotto le consegne in Europa, il fatto che non hanno integrato la domanda, non hanno integrato le forniture di gas, hanno reindirizzato molto gas in Asia. Penso che sia stato progettato specificamente per aumentare il prezzo, per creare un problema per l’Europa, come prima fase della guerra in Ucraina. Giusto per creare un problema per l’Europa, per tenerla occupata”, ha aggiunto Popescu.

“Credo che l’intera Europa non dipenderà più dal gas russo prima del 2026-27 perché è già una politica chiara, a livello europeo, una riduzione accelerata della dipendenza dal gas russo – ha concluso -. Sono convinto che il gas rumeno diventerà più economico quando avremo più gas di quello che possiamo consumare. Le regole del mercato sono semplici: maggiore è l’offerta rispetto alla domanda, minore è il prezzo del gas. Il mercato è stato chiaramente manipolato, secondo me, da Gazprom. Non c’è abbastanza gas sul mercato al momento, e il mercato è molto sensibile e reagisce a tutto ciò che accade. Finché dipendiamo dal gas russo, non credo che il prezzo raggiungerà il livello del 2021”.

Il ministro dell’Economia della Protezione del clima tedesco, Robert Habeck, ha invece affermato un po’ a sorpresa che la Germania potrebbe sostenere il boicottaggio delle importazioni di gas dalla Russia, già nel prossimo inverno. L’esponente dei Verdi ha affermato: “Se disponiamo di uno stoccaggio di gas completo alla fine dell’anno, se due dei quattro rigassificatori galleggianti che abbiamo noleggiato sono già collegate alla rete e se risparmiamo in maniera significativa sull’energia, possiamo in una certa misura superare l’inverno qualora si dovessero interrompere le forniture di gas dalla Russia”.

In questa prospettiva, Habeck ha nuovamente esortato i connazionali a risparmiare energia. “Meno consumo è il punto di riferimento quando si tratta di gas”, ha sottolineato il ministro dell’Economia e della Protezione del clima tedesco. Secondo Habeck, le imprese e le famiglie dovrebbero tagliare il consumo di gas del dieci per cento nei prossimi due anni: questa è “la percentuale decisiva al fine di non entrare in emergenza e tutti dovrebbero partecipare” a questo sforzo. “Una maggiore efficienza energetica” è “una leva decisiva” contro il presidente russo, Vladimir Putin. A ogni modo, Habeck ha avvertito che “anche nelle condizioni menzionate”, con lo stop alle importazioni di gas dalla Russia, la Germania dovrebbe far fronte a prezzi di questa fonte di energia “sicuramente molto alti e gli impianti di stoccaggio sarebbero vuoti alla fine dell’inverno”.

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