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venerdì 7 Ottobre 2022

Gas: Regno Unito pronto a chiudere le forniture, l’Algeria le spalanca

Il Regno Unito interromperà le forniture di gas destinate all’Europa continentale se dovessero verificarsi gravi carenze nell’ambito del piano di emergenza che rischia di esacerbare la crisi già in atto. Con i paesi europei di fronte alla prospettiva che la Russia interrompa le esportazioni di gas, il piano britannico di chiudere i gasdotti verso Paesi Bassi e Belgio rischia di minare la spinta alla cooperazione internazionale in materia di energia. L’interruzione dei cosiddetti gasdotti di interconnessione sarebbe tra le prime misure nell’ambito del piano di emergenza del gas del Regno Unito, che potrebbe essere attivato da National Grid, l’operatore delle infrastrutture, se le forniture non fossero sufficienti nei prossimi mesi.

Le compagnie europee del gas hanno chiesto al Regno Unito di collaborare con l’Ue e hanno avvertito che la chiusura degli interconnettori potrebbe rivelarsi controproducente qualora si verifichino carenze prolungate. Il Regno Unito importa cospicui volumi di gas dal continente in pieno inverno. “Consiglierei vivamente al Regno Unito di riconsiderare l’interruzione dell’interconnessione in caso di crisi”, ha affermato Bart Jan Hoevers, presidente della Rete europea degli operatori dei sistemi di trasmissione del gas. Il Regno Unito sottoporrà a degli stress test il suo piano di emergenza per la carenza di gas a settembre.

Al contrario, il gruppo energetico algerino Sonatrach immetterà nel mercato mondiale “10 miliardi di metri cubi di gas in più” prima dell’inizio del 2023. Lo ha detto il direttore della divisione sviluppo, ingegneria petrolifera, attività di esplorazione e produzione di Sonatrach, Mahmoud Djidjelli, all’emittente radiofonica nazionale pubblica algerina. “Con il nuovo giacimento di gas scoperto di recente ad Hassi R’Mel, Sonatrach può immettere, in primo luogo, fino a 10 miliardi di metri cubi in più sul mercato mondiale entro fine anno”, ha dichiarato Djidjelli, spiegando che “le attività perforazione e scoperta dei pozzi continuerà nel 2023″.

Il dirigente di Sontrach ha aggiunto che “la scoperta di questo nuovo giacimento è fatta al 100 per cento dal Gruppo Sonatrach”. La posizione strategica di questa scoperta, situata circa 400 chilometri a sud di Algeri, è forse più importante dei volumi di gas che è in grado di offrire. “A differenza di altri depositi, questo può essere sviluppato in sei mesi, data la sua ubicazione, perché tutto è pronto: il programma di lavoro, gli impianti di trattamento, la rete di raccolta e produzione già esistono”, ha precisato Djidjelli, aggiungendo che questo il deposito consentirà inoltre “all’Algeria di onorare questi nuovi impegni di esportazione”.

Il manager di Sonatrach ha detto che sono in fase di esplorazione altri giacimenti di petrolio e gas. “L’80 per cento dell’attività di Sonatrach è incentrata sull’esplorazione. Abbiamo già avviato lo sviluppo della zona di Touggourt (centro-est), che ha un potenziale di 80 mila barili al giorno”, ha precisato, aggiungendo che il giacimento a gas di Ain Tsila (situato vicino al confine con la Libia) entrerà in produzione dal prossimo anno, con una capacità di 12 milioni di metri cubi al giorno”. L’Algeria ha annunciato il 27 giugno la scoperta di un nuovo, grande giacimento di gas ed è potenzialmente un’ottima notizia per l’Italia.

Il gruppo petrolifero algerino Sonatrach ha dichiarato di aver trovato ingenti riserve di gas non lontano dall’enorme giacimento desertico di Hassi R’Mel, nel centro-sud del Paese, il principale snodo delle infrastrutture del gas dove passano le condotte che collegano le due sponde del Mediterraneo. La stima degli algerini ha una forchetta molto ampia: da 100 miliardi di metri cubi (Bcm) a 340 di Bcm di gas condensato. Per fare un paragone, il super giacimento offshore scoperto da Eni in Egitto, Zohr, considerato il più grande del Mediterraneo, vanta riserve stimante per 850 miliardi di metri cubi di gas naturale. L’annuncio del gruppo energetico algerino Sonatrach è comunque rilevante: se confermata, la stima di 340 miliardi di metri cubi costituirebbe la principale scoperta degli ultimi 20 anni nel Paese membro del cartello petrolifero Opec e oggi primo fornitore energetico dell’Italia.

Lo studio per confermare i volumi stimati è ancora in corso, ma Sonatrach intende avviare con urgenza una prima produzione – stimata in circa 10 milioni di metri cubi al giorno – già a partire dal prossimo novembre. Si tratterebbe di una quantità superiore alle attuali importazioni dalla Libia, pari a 8 milioni di metri cubi circa. Una fonte di Sonatrach ha detto a “Nova” che il nuovo giacimento è indipendente e non è ancora collegato all’enorme complesso di Hassi R’mel, che si trova a 150 chilometri circa di distanza e che vanta riserve stimate in oltre 3.800 miliardi di metri cubi. La scoperta è stata fatta dagli ingegneri Sonatrach ed è probabile che l’Italia sia stata informata anche durante i recenti colloqui per incrementare le forniture dal Paese nordafricano.

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