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lunedì 5 Dicembre 2022

Gas, price cap sempre in alto mare: tutto rinviato al 25 ottobre

Milano – “Acquisti comuni di gas per gli stoccaggi, una diplomazia energetica più coordinata per il gas con partner affidabili, una ulteriore riduzione della domanda, un indice più rappresentativo, ma su base volontaria, al Ttf”. Sono alcune delle proposte che in un non paper – documento non ufficiale – Germania e Olanda hanno avanzato sul dossier energia. “La necessità di un set di misure e non di mettere in campo una misura”, è il titolo del documento nel quale i due Paesi non citano il price cap all’import di Gnl ma affermano che “può essere considerato un tetto al gas russo via gasdotto”. La Commissione europea presenterà comunque le sue proposte contro il caro energia la prossima settimana e saranno discusse al Consiglio Energia formale del 25 ottobre. L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Energia della Repubblica Ceca, Jozef Sikela, al termine del Consiglio informale Energia a Praga che ha aggiunto che un’ulteriore riunione straordinaria dei ministri dell’energia potrebbe essere convocata per raggiungere un accordo comune. “La riunione di oggi ha contribuito a colmare le distanze tra gli Stati membri e ci stiamo muovendo verso una soluzione comune”, ha affermato Sikela.

La presidenza ceca del Consiglio ha affermato che è stato raggiunto “un accordo generale tra gli Stati Ue per procedere con gli acquisti comuni, di esercitare la solidarietà, ridurre i consumi, rendere più resiliente il sistema di formazione del prezzo dell’elettricità (rispetto a quello del gas, ndr) e limitare i picchi dei prezzi”. Del price cap ha parlato la commissaria Ue all’Energia, Kadri Simson, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta dopo il vertice. Simson ha spiegato che la Commissione ritiene che negoziare il prezzo con i fornitori sia una opzione “migliore” ma se ciò non fosse possibile, la Commissione valuta anche “un meccanismo per limitarli” in ogni caso. “Vedremo nel fine settimana come procedere con il tetto del gas per la produzione di energia elettrica e se a questo punto la proposta gode di un’ampia maggioranza a favore di questa misura”, ha aggiunto. “Il 18 ottobre presenteremo le proposte che hanno il massimo consenso”, ha dichiarato la Commissaria.

Nel frattempo il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che non fornirà energia ai Paesi che applicheranno il price cap. “Dirò una cosa: la Russia non agirà contro il buon senso, pagando di tasca propria per il benessere degli altri. Non forniremo energia a quegli Stati che impongono un tetto ai prezzi dell’energia. Verso coloro che preferiscono i trucchi sporchi e i ricatti spudorati, e sono decenni che viviamo in un paradigma di questo tipo, in ambito politico, non agiremo a nostro discapito”, ha affermato il presidente russo intervenendo al forum della Settimana dell’energia russa. Putin ha parlato anche dell’attacco ai gasdotti nel Mar Baltico. “I beneficiari della rottura del Nord Stream sono evidenti: gli Usa e i Paesi con rotte di approvvigionamento alternative”, ha dichiarato. “Lo scopo dell’atto terroristico contro i gasdotti Nord Stream era quello di minare la sicurezza energetica dell’intero continente. Dietro il sabotaggio c’è qualcuno che vuole tagliare completamente i legami tra la Russia e l’Ue e così indebolire l’Europa”, ha aggiunto.

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