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venerdì 7 Ottobre 2022

Gas, prezzi oltre ogni record: il taglio Ue del 15% non basta più

Milano – Non si arresta la corsa del gas al ttf. Il contratto future con scadenza a settembre 2022 ha sfondato quota 200 euro per megawattora, toccando un livello record. Da ieri i prezzi sono in rialzo del 13,34% a 202,245 euro per megawattora. Nel giorno in cui i ministri dell’Energia dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sul piano di emergenza presentato dalla Commissione europea per un taglio del 15% dei consumi di gas il presidente dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, si spinge oltre e chiede di puntare ad un risparmio del 20%. Si tratta di un taglio, ha spiegato in un’intervista all’emittente televisiva tedesca Zdf, necessario a superare senza carenze il prossimo inverno, periodo che sarà una “prova storica” per l’Europa. “Se non prendiamo provvedimenti seri, potremmo trovarci di fronte a una grave crisi di approvvigionamento di gas”, ha dichiarato Birol, indicando che ciò avrebbe “conseguenze” che vanno oltre il settore energetico e che il taglio accordato oggi del 15% è insufficiente.

“Putin è imprevedibile, ma continuerà a usare il gas e il petrolio per creare incertezza e squilibri politici, questo è certo” secondo Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea e commissario al Green deal europeo. “Sono anni che cerca di farlo, anche tramite la disinformazione e il finanziamento a partiti politici che possano destabilizzare l’Unione. Lui crede nell’autocrazia, non nella democrazia. Ma dimostreremo che si sbaglia – ha proseguito -. Faremo tutto il possibile per diversificare l’approvvigionamento del gas, ma potrebbe non bastare. Putin interromperà le forniture quando crederà di farci il maggior male possibile, quindi dobbiamo ridurre il consumo di gas e aumentare la solidarietà fra Stati. Sono passi da compiere se vogliamo fare in modo che la Russia non ci controlli attraverso l’insicurezza energetica. Se non raggiungiamo il 15 per cento di riduzione, continuiamo a giocare con il fuoco. Ringrazio i ministri per aver raggiunto l’accordo su questo”, ha aggiunto. “Rimaniamo sull’onda del cambiamento per continuare a lavorare in direzione del risparmio energetico. Dobbiamo andare avanti”.

Il passo in avanti è quello che evidenzia la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. Grazie all’accordo trovato dal Consiglio sul piano per risparmiare gas in vista del prossimo inverno, dice, “siamo pronti ad affrontare la questione della sicurezza energetica su scala europea, come Unione”. C’è infatti la cornice che consente di inquadrare il problema non più come una somma di esigenze e di piani nazionali ma con un coordinamento che passa da Bruxelles. La domanda che resta inevasa è quanto e come questo coordinamento possa rivelarsi efficace di fronte a un peggioramento, probabile, della situazione. Perché il sistema delle deroghe e la governance affidata al Consiglio rendono inevitabilmente meno immediate le reazioni e più complicate le mediazioni tra posizioni che sono già in partenza diverse.

Pesa il livello di dipendenza dal gas russo, che è ancora consistente per Germania e Italia, e pesa al contrario la relativa tranquillità con cui altri Paesi, a partire da Francia e Spagna, guardano all’inverno. Sarebbe servito un approccio più solidale, e meno legato agli interessi particolari, che è sempre difficile da sostenere e lo diventa a maggior ragione nelle condizioni attuali. Il rischio principale è che i passaggi burocratici finiscano per compromettere la velocità e la forza con cui l’Europa sarà capace di muoversi di fronte al ricatto di Putin. E anche Mosca, di fronte a un accordo a metà, potrebbe rafforzare ulteriormente la consapevolezza di essere in una posizione di forza. Insomma, qualcosa si è mosso ma forse potrebbe non bastare neanche un taglio del 20%.

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