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lunedì 8 Agosto 2022

Gas: Nord Stream 1 riapre al 30%, l’Ue vara il Piano di riduzione della domanda

Milano – Il flusso di gas in arrivo in Europa dalla Russia sul gasdotto Nord Stream 1 e’ ripartito questa mattina. Lo riferiscono i media tedeschi. Il gasdotto era stato chiuso per manutenzioni, il riavvio – atteso per questa mattina alle 6 dopo dieci giorni di manutenzione – e’ stato confermato all’Afp da un portavoce di Nord Stream. “Funziona”, ha detto, senza specificare la quantità di gas erogata ma in un messaggio su Twitter il presidente dell’Agenzia federale delle reti (Bnetz), Klaus Mueller, ha anticipato ieri il gasdotto sarebbe stato riaperto da Mosca con una capacità ridotta al 30 per cento del totale. Il funzionario ha aggiunto che sono tuttavia “possibili ulteriori modifiche” alla quantità di gas che fluirà nel Nord Stream 1. In precedenza, il gruppo aveva comunicato che avrebbe ridotto la capacità del Nord Stream 1 al 40 per cento. L’italiana Eni rende noto sul proprio sito che “Gazprom ha comunicato per la giornata di oggi la consegna di volumi di gas pari a circa 36 milioni di metri cubi, a fronte di consegne giornaliere pari a circa 21 milioni di metri cubi effettuate nei giorni scorsi. Eni si riserva di comunicare eventuali aggiornamenti nel caso in cui vi fossero ulteriori variazioni significative nelle quantità in consegna comunicate da Gazprom”.

L’inaffidabilità di Gazprom e l’esigenza di fare scorte sono i propulsori del Piano per la riduzione della domanda di gas appena presentato dalla Commissione europea, che definisce misure, principi e criteri per la riduzione coordinata della domanda. Il piano si concentra sulla sostituzione del gas con altri combustibili e sul risparmio energetico complessivo in tutti i settori. L’obiettivo è quello di salvaguardare la fornitura verso le famiglie e i servizi essenziali, come gli ospedali, ma anche per le industrie essenziali per la fornitura di prodotti e servizi per l’economia Europea. Il piano fornisce linee guida per gli Stati membri, da prendere in considerazione nella pianificazione della riduzione del consumo di gas. Nella misura, la Commissione indica di sostituire il gas con altri combustibili, cercando di risparmiare in estate, in modo di immagazzinare il gas per il prossimo inverno. L’obiettivo è quello di agire adesso in maniera graduale, per evitare di farlo in emergenza, nel caso di stop totale delle forniture russe in inverno.

Il piano, si basa su consultazioni con gli Stati membri e l’industria europea. Come si legge nella misura, prima prendere in considerazione le riduzioni, gli Stati membri dovrebbero esaminare tutte le possibilità di sostituzione dei combustibili, i programmi di risparmio non obbligatori e le fonti energetiche alternative. La priorità dovrebbe essere data al passaggio alle energie rinnovabili o a opzioni più pulite, a minore intensità di carbonio o inquinanti. Tuttavia, carbone, petrolio o nucleare possono essere necessarie come misura temporanea. Nel piano, si ribadisce il pilastro del risparmio energetico, da raggiungere tramite la riduzione dell’uso energetico utilizzato per il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici. La Commissione sollecita tutti gli Stati membri a lanciare campagne di sensibilizzazione per promuovere la riduzione del riscaldamento e del raffreddamento su vasta scala, e ad attuare la Comunicazione sul risparmio energetico dell’Ue, contenente numerose opzioni di risparmio a breve termine.

Presentata anche una proposta per la creazione di un nuovo strumento legislativo per la riduzione del consumo di gas del 15 per cento fino alla prossima primavera. Secondo il piano, tutti i consumatori, le pubbliche amministrazioni, le famiglie, i proprietari di edifici pubblici, i fornitori di energia e l’industria possono e dovrebbero adottare misure per risparmiare gas. La regolamentazione proposta dovrà essere adottata tramite approvazione del Consiglio, senza passaggio in Parlamento europeo, che potrebbe allungare i tempi del via libera. In caso di approvazione, la misura fisserebbe l’obiettivo, per tutti gli Stati membri, della riduzione della domanda di gas del 15 per cento tra il primo agosto 2022 e il 31 marzo 2023.

Il nuovo regolamento darebbe inoltre alla Commissione la possibilità di dichiarare lo stato di allerta per l’Unione sulla sicurezza delle forniture. Lo stato di allerta, scatterebbe dopo una consultazione con gli Stati membri, e imporrebbe alle nazioni europee una riduzione obbligatoria della domanda di gas. L’allerta potrà essere lanciata quando c’è un rischio sostanziale di una grave carenza di gas o di una domanda di gas eccezionalmente elevata. Gli Stati membri dovranno aggiornare i loro piani di emergenza nazionale entro la fine di settembre, per mostrare come intendono raggiungere l’obiettivo di riduzione, e dovranno riferire alla Commissione sui progressi compiuti ogni due mesi. Gli Stati membri che richiedono forniture di gas di solidarietà dovranno inoltre mostrare le misure adottate per ridurre la domanda interna.

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