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sabato 26 Novembre 2022

Gas, la Russia non serve più: scorte piene e via all’Interconnettore Igb

Milano – In questo momento, sul tema del gas, “distinguerei i timori legati ai costi dai timori sulla quantità”, in quanto in questo periodo “in Italia stiamo trasportando” gas all’estero, per cui “la situazione, a livello di quantità, non è complessa”, lo è però “a livello di costi”. Lo ha affermato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, sottolineando che verso Austria e Germania in questo momento “stiamo esportando tra i 18 e i 20 milioni di metri cubi e poi ci sono 40 milioni di metri cubi per gli stoccaggi”. A livello di stoccaggi “abbiamo preso un impegno europeo di arrivare a fine ottobre al 90% e noi ci siamo arrivati a fine settembre, e ora puntiamo ad aumentarli”. Per il ministro questo livello “ci permetterà di avere più flessibilità per questo inverno”. Pertanto in questo momento, ha sottolineato il ministro, la situazione attuale “ci porta a simulazioni in cui noi abbiamo un inverno ‘coperto'”, al netto di “eventi catastrofici” come ad esempio “un clima molto rigido”, senza tralasciare il fatto che attualmente “i flussi di gas continuano ad arrivare”. Nessuna preoccupazione, dunque, dal blocco totale delle forniture russe attraverso il punto di ingresso di Tarvisio. Il gas c’è, ma costerà caro

A livello europeo, ha detto ancora il titolare della Transizione ecologica, in merito alle quotazioni del gas “l’ipotesi su cui si lavora sarebbe quello di indicizzare il prezzo del gas venduto in Europa agganciandolo a piattaforme più stabili” rispetto al Ttf di Amsterdam. Attualmente – ha sottolineato il ministro – “stiamo pagando delle bollette impossibili anche perché le quotazioni del gas sono fatte al Ttf di Amsterdam che non è connesso alla domanda e all’offerta di gas”, mentre “ci sono mercati a livello globale ben più grandi e stabili di Amsterdam”, per cui “l’ipotesi è di indicizzare il prezzo del gas agganciandolo a piattaforme più stabili, come avviene per esempio con il Brent”. Ma qualcuno ha detto a Cingolani che alla Borsa olandese il prezzo del gas è calato vstosamente nell’ultimo periodo? L’unica cosa di instabile è la correttezza delle nostre compagnie energetiche: la speculazione non si annida ad Amsterdam ma nella nostra maledetta filiera, che aumenta i prezzi al consumo nonostante calino sui listini. “Nei prossimi 2-3 giorni invieremo a Bruxelles decine di linee concordate con altri paesi e attenderemo la decisione della Commissione”, ha concluso Cingolani.

Sarà certamente l’ultima mossa del ministro-scoiattolo, preso solo dal fare provviste per l’inverno e che, oltre al prezzo del gas in Borsa, andrebbe aggiornato anche sul fatto che – se non l’ha ancora capito – ormai ha i giorni contati dall’insediamento del nuovo esecutivo. Anche perchè con l’avvio dell’Interconnettore Grecia-Bulgaria (Igb) inizia una nuova era per l’Europa sudorientale. Lo ha detto Ursula von der Leyen, all’inaugurazione dell’Igb a Sofia. “Il progetto dell’Igb è sul tavolo da oltre dieci anni. È iniziato nel 2009, in un momento in cui la Bulgaria è stata gravemente colpita dalla decisione di Gazprom di interrompere le forniture di gas attraverso l’Ucraina. Ci è voluta molta determinazione, per raggiungere l’obiettivo. Ci vuole davvero molta voglia, passione e volontà per un progetto del genere”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea. “L’Ue ha sostenuto questo progetto fin dall’inizio sia politicamente che finanziariamente con quasi 250 milioni di euro. Direi che oggi inizia una nuova era per la Bulgaria e l’Europa sudorientale. La Bulgaria riceveva l’80 per cento del suo gas dalla Russia, ma questo prima che la Russia iniziasse la terribile guerra contro l’Ucraina, una guerra energetica contro l’Europa. Questo gasdotto è un punto di svolta sia per la Bulgaria che per la sicurezza energetica dell’Europa – ha aggiunto -. Questo progetto significa libertà dal ponte del gas russo. L’interconnessione può coprire l’intero consumo di gas della Bulgaria e questa è una grande notizia in tempi così difficili”.

Grande soddisfazione per l’avvio dell’Igb è stata espressa anche dal primo ministro ad interim bulgar. “Ha una capacità sufficiente a soddisfare tutte le esigenze a livello nazionale e garantirà la diversificazione delle fonti e delle forniture di gas naturale per la Bulgaria, un risultato che è di fondamentale importanza “, ha affermato Galab Donev. L’interconnettore ha il potenziale per contribuire a garantire la tanto necessaria sicurezza degli approvvigionamenti a prezzi ragionevoli per la Bulgaria e i nostri partner in Europa. Donev ha anche sottolineato che i deliberati attacchi contro i gasdotti Nord Stream nel Baltico è un altro avvertimento del fatto che la sicurezza degli approvvigionamenti all’Europa può essere rapidamente compromessa. La Bulgaria accoglie favorevolmente il memorandum tra Europa e Azerbaigian sulla cooperazione strategica e sull’aumento delle forniture di gas. “L’interconnettore rifornirà non solo la Bulgaria, ma anche l’intera distribuzione dalla Grecia verso Romania, Moldova, Ucraina ed Europa centrale. Il potenziale sarà ancora più visibile dopo che si completeranno le operazioni al terminal di Alessandropoli. L’operatore dell’Igb trarrà vantaggio dal terminal di Alessandropoli come collegamento al Corridoio meridionale del gas”.

Il gasdotto rafforzerà la sicurezza delle forniture per i Paesi dei Balcani e per tutto il continente, ha affermato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. “Questo progetto cambia radicalmente la mappa energetica della regione ed è il risultato della cooperazione e del coordinamento degli sforzi tra i nostri due governi (Grecia e Bulgaria). Le forniture di gas dall’Azerbaigian destinate alla Bulgaria spezzeranno la stretta presa del gas russo sulla regione e insieme alle altre infrastrutture i progetti in corso contribuiranno allo sviluppo di una rete del gas su cui fare affidamento”, ha sottolineato ancora Donev. La Grecia sta giocando un ruolo sempre più attivo come polo energetico regionale, che servirà non solo la Bulgaria, ma anche tutti i aesi della regione, ha sottolineato Mitsotakis, citando ad esempio il progetto di Alessandropoli, dove sarà possibile stoccare e distribuire forniture, e appoggiando l’appello della Commissione per una soluzione paneuropea alla crisi del gas e ai prezzi elevati.

“A luglio, l’Azerbaigian ha firmato un memorandum di cooperazione con la Commissione europea ed entro il 2027, sulla base di questo documento, prevede di raddoppiare la fornitura di gas naturale all’Europa – ha affermato il presidente dell’Azerbaigian Ilham AliyevAliyev -. Il gas dell’Azerbaigian è sul mercato europeo da anni e il Corridoio meridionale del gas è uno dei più grandi progetti infrastrutturali della regione. Siamo orgogliosi di avviare questo corridoio e trasportare il gas ai consumatori attraverso una nuova rotta e da una nuova fonte. Finora l’unica fonte proviene dal Mar Caspio, ma ci sono molti altri giacimenti di gas in Azerbaigian che presto inizieranno a produrre e contribuiranno all’aumento delle forniture”. Sulla base del memorandum di cooperazione con la Commissione europea, inoltre, l’Azerbaigian presto fornirà all’Europa anche elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

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